Vaccini agli studenti, il fronte del Sì: «Così evitiamo la didattica a distanza»

Elena Pecchia, Rudy Mazzone, Domenico La Malfa e Fabio Canessa

Per i prof Mazzone, Canessa e Pecchia «occorre fidarsi della scienza per mettere le scuole al sicuro». Il dottor La Malfa è certo: «I giovani costituiscono dei serbatoi per la trasmissione del virus»

PIOMBINO. A fronte di circa 32 milioni di italiani che hanno già completato il ciclo vaccinale (oltre il 60 per cento della popolazione Over 12), di cui oltre 1.800.000 nella sola Toscana, non si arresta la discussione sui vaccini.

Uno dei temi più dibattuti è quello relativo alla opportunità o meno di sottoporre a vaccinazione anche la fascia tra i 12 e i 17 anni, mentre proprio in queste ultime ore l’agenzia italiana del farmaco ha approvato l’uso di Moderna proprio per i ragazzi Under 18 evidenziandone sia l’efficacia che la sicurezza. L’obiettivo è naturalmente quello di accelerare in vista dell’apertura delle scuole, in modo da arrivare a settembre con una copertura utile a scongiurare la didattica a distanza, esperimento adottato lo scorso anno per evitare l’azzeramento delle lezioni ma che, punto su cui convergono tutti, si spera di non ripetere.


Rudy Mazzone, insegnante scuola secondaria primo grado, sebbene con qualche timore non ha comunque indugiato a vaccinarsi: «Se serve per evitare l’insorgere di nuovi focolai ben venga – dice – personalmente non ho avuto problemi a farlo, è chiaro che essendo l’adolescenza un’età delicata, qualche dubbio in proposito mi viene. Ma d’altro canto, quali altre armi abbiamo? Anche gli studenti delle medie dove insegno sono stati bravissimi a gestire la difficile situazione (didattica a distanza compresa nelle terze classi) ma per come la vedo io, occorre tornare in presenza e fidarsi di cosa ci dice la scienza».

Non hanno alcun dubbio neppure i coniugi Fabio Canessa e Elena Pecchia, entrambi insegnanti al Liceo (dal prossimo anno eserciteranno a Roma) circa la necessità di tornare a fare lezioni in classe. «Mi dichiaro una “Sì Vax”– dice Elena Pecchia – in quanto ritengo sia opportuno che si vaccinino tutti e mi riferisco tanto agli alunni quanto al corpo docenti. Quest’anno, nonostante i molti controlli, una collega si è ammalata e confesso di essermi spaventata molto. Se il comitato scientifico dice che dai 12 anni ci possiamo sottoporre alla vaccinazione, non vedo perché non dargli ascolto».

«Io ho avuto qualche riserva in quanto soffro di asma allergica – dichiara Fabio Canessa – tuttavia con le accortezze del caso mi hanno inoculato Moderna ed è andato tutto bene. Quanto ai ragazzi trovo che sia giusto procedere con la loro immunizzazione perché sono quelli che maggiormente escono, vanno in spiaggia, a cena, si ritrovano e, anche da asintomatici, possono trasmetterlo a qualche parente anziano».

Il medico di famiglia Domenico La Malfa si dice favorevolissimo e convinto dei vantaggi della campagna vaccinale. «Personalmente ho riscontrato una buona adesione tra i miei pazienti, persino quelli più fragili – commenta La Malfa – I giovani nella maggior parte dei casi non sviluppano la malattia in modo severo però costituiscono degli ottimi serbatoi per la trasmissione e la mutazione del virus. Bisogna battere il ferro finché è caldo anticipando l’apertura delle scuole e la ripresa di tutte le attività lavorative, lasciando invece perdere le troppe fake news che circolano in rete e che sono senza alcun fondamento. Ciò che avrei fatto – conclude La Malfa – è coinvolgere di più i medici di famiglia in virtù del rapporto di fiducia pregresso stabilito con i propri pazienti. Potevamo avere un ruolo fondamentale sugli indecisi, semplicemente parlando con loro, per questo penso che avrebbero dovuto fornirci molte più dosi».

Notizia di questi giorni (battuta dal New York Times) l’avvio dello studio da parte di Pfizer e Moderna del vaccino anche per bambini dai 5 agli 11 anni, giudicato da alcuni esperti indispensabile per il contenimento del virus. «La fascia di età pediatrica – sottolinea il dottor Marco Marsili, pediatra – generalmente non è coinvolta in maniera grave tuttavia, pur trattandosi di una minoranza, occorre tenere presente che alcuni bambini possono essere colpiti seriamente e non si può escludere che, sebbene asintomatici o paucisintomatici, non si scateni una malattia multisistemica infiammatoria in grado di colpire diversi organi oppure che si manifesti il Covid lungo (più tipico dell’adulto). Non dobbiamo dimenticare la scuola – continua Marsili – se i bambini sono vaccinati è possibile preservare maggiormente tutti. Attualmente mi hanno contattato in prevalenza genitori intenzionati a vaccinare i propri figli anche se permane un certo scetticismo. A breve comunque (probabilmente già entro la seconda metà di agosto), inizieremo ad effettuare la vaccinazione anche ambulatorialmente per la fascia 12-16. Ci è stata comunicato che riceveremo una importante quantità di vaccini, quindi chi interessato potrà rivolgersi direttamente al proprio pediatra».

Resta ovvio che al di là delle opinioni raccolte, evidentemente favorevoli al vaccino, ne esistono molte altre appartenenti a persone incerte o dichiaratamente contrarie. Insomma il dibattito, anche in vista dell’introduzione del Green pass dal prossimo 6 agosto, è più acceso che mai. —

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