Altre tre antiche sepolture alla Pulledraia Gli scavi riscrivono la storia di Venturina

Gli studiosi del Trust Sostratos stanno portando alla luce un’estesa necropoli di età romana e tardoantica

venturina. Ripartita l’indagine archeologica alla Pulledraia. La prima campagna di scavo era stata avviata il 15 giugno dello scorso anno, e ha portato a interessanti scoperte.

Due i seggi allestiti, entrambi all’ingresso di Venturina nord: l’area del mausoleo romano di Caldana, dove sono stati riportati alla luce una tomba a camera con corredo funebre, dei pozzetti funerari di età villanoviana e una strada in scorie di ferro. E l’area della Pulledraia, da cui è emersa un’antica necropoli di inumazioni e incinerazioni dotata di strutture murarie e aree destinate alla cremazione dei defunti. La prima campagna si è poi conclusa a novembre. Quest’anno la nuova si focalizza invece alla Pulledraia, di cui su Facebook gli archeologi impegnati hanno fatto il punto: «Nell’ambito dei lavori di sistemazione e ampliamento del futuro parco pubblico della Pulledraia, a cura del Comune di Campiglia, gli archeologi del Trust Sostratos, che sostiene economicamente e logisticamente il progetto, stanno eseguendo scavi archeologici sotto la direzione della Soprintendenza Abap Pisa e Livorno. Gli scavi stanno rivelando un’estesa necropoli di età romana e tardoantica nei pressi del tracciato della via Aurelia. Nella campagna in corso al momento sono state indagate tre sepolture, databili tutte tra il II e il III secolo dopo Cristo, appartenenti a tre individui adulti. La prima, una fossa terragna con cuscino funerario in coppi rovesciati, ha come corredo una bottiglia in ceramica, due brocchette in ceramica comune e una lucerna di tipo “firmalampe” con bollo di produzione “Vibiani” . La seconda sepoltura, anch’essa in fossa terragna, oltre alle ossa del defunto, conteneva come corredo una brocchetta in ceramica comune, una lucerna “firmalampe” con bollo di produzione “Llc” , mentre in corrispondenza dei piedi del defunto sono state rinvenute numerose borchiette in ferro, probabilmente da collegare con la presenza di sandali (caligae). L’ultima sepoltura, indagata il 26 luglio, presentava una fossa rettangolare rivestita di mattoni quadrati (bessali) di frequente impiego negli edifici riscaldati e con il fondo rivestito in tegole. Il corredo era composto da una bottiglia in vetro, una bottiglia in ceramica comune, due brocchette in ceramica comune e una lucerna di tipo “firmalampe” con bollo di produzione “Iegidi” . Anche in questo caso – conclude il post di Sostratos – sono state rinvenute numerose borchiette in ferro dei calzari. La prima e la terza sepoltura hanno inoltre restituito rispettivamente una e due monete ai lati del cranio, verosimilmente da interpretare come oboli di Caronte”. Rinvenimenti che si aggiungono alle scoperte della precedente campagna e che stanno riscrivendo la storia di Venturina, un paese da sempre considerato “giovane”.


L’area del mausoleo di Caldana e l’area della Pulledraia saranno riqualificate e attrezzate per essere rese visitabili da cittadini e turisti. Diventeranno due “giardini archeologici”, progetto che l’assessore ai Beni culturali Gianluca Camerini intende realizzare appena possibile, creando un percorso che permetta una passeggiata nel verde alla riscoperta della storia locale, e nell’ottica della valorizzazione del Parco termale. C’è poi l’idea di organizzare una mostra degli antichi manufatti rinvenuti. —

Annalisa Mastellone

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