I dodecaedri lombardo-elbani “invadono” tutta Capoliveri

Opere dell’artista Francesca Groppelli, originaria di Crema ma da anni all’Elba Richiamano la storia delle miniere rimandando alla pirite nel sottosuolo isolano

Capoliveri. L’artista Francesca Groppelli ha “invaso” Capoliveri con i suoi dodecaedri dedicati, in questo caso, alla storia delle miniere locali. La pittrice e scultrice è stata adottata dall’Elba da lustri. È originaria di Crema dove ha ancora il suo laboratorio, oltre quello che aveva a Portoferraio. Si è formata al liceo artistico di Milano, quindi ha frequentato l’accademia di Brera a indirizzo pittorico e insegnato nelle scuole pubbliche educazione artistica. Ha creato numerosi progetti di “Arte pubblica” e muove una continua ricerca per spaziare tra pittura, fotografia, produzione di video e scultura. L’artista ha poi un forte credo nel recupero dei materiali per evitare gli sprechi e adotta il riciclo nelle sue opere d’arte.

Ma dove si trovano le sue opere? «Principalmente nel comune di Portoferraio, ma anche a Marciana Marina, Campo nell’Elba – precisa Groppelli – ma le sto diffondendo ovunque, essendo priva di un mio laboratorio ho dovuto distribuire e donare il mio progetto principale di questi ultimi anni, cioè i miei dodecaedri e di recente ho coinvolto il Comune di Capoliveri e il sindaco Walter Montagna».


Le opere sono state installate in vari angoli del municipio e del territorio. Per Capoliveri l’artista ha dipinto nelle 12 facce di queste forme geometriche solide il tema minerario in quanto da secoli nelle miniere di Calamita e del Ginevro si estraeva l’ossido di ferro, che ha caratterizzato l’attività fin dai tempi degli antichi Greci.

Ma vediamo da cosa è animata la scelta artistica dell’artista lombardo-elbana: «Nella cosmologia pitagorica, ripresa poi da Platone, c’è una corrispondenza fra i cinque solidi regolari e gli elementi costitutivi dell’universo – spiega –. L’esaedro rappresenta la terra, il tetraedro il fuoco, l’ottaedro l’aria, l’icosaedro l’acqua. Il dodecaedro composto da 12 facce pentagonali, è il solido che più si avvicina alla perfezione e in quanto tale è ricapitolazione e simbolo dell’armonia universale, che tutte le forme comprende».

Uno dei massimi studiosi in questo campo fu il frate Luca Pacioli, che scrisse un trattato sulla “Divina proportione” illustrato dai disegni di Leonardo da Vinci e fa notare che nelle opere armoniche della natura appare la “Proporzione aurea”, che ritroviamo nella forma delle conchiglie, in alcuni fiori e nei cristalli, nei frutti sezionati.

«Un esempio di forme geometriche nella natura lo abbiamo proprio all’Elba con la pirite, di cui la nostra isola ha prodotto notevoli esemplari raccolti anche a Firenze con la collezione detta i “5000 elbani” – sottolinea Groppelli –. La cristallizzazione ha varie forme fra cui predominano i dodecaedri, nelle cui facce pentagonali ritroviamo la proporzione. E partendo da ciò nasce il mio progetto artistico che ho intitolato “Opera”, che vuole essere un mio omaggio al territorio dell’Isola d’Elba mediante un poliedro, il dodecaedro, che da metafora rinascimentale della perfezione cosmica, rivive come simbolo dell’isola nei suoi aspetti più significativi».

Del resto l’artista lombardo-elbana fa notare che «tanti artisti hanno deciso di vivere in questo luogo meraviglioso che è l’Elba. La natura, con i suoi colori, le forme e le atmosfere diventano essenze vitali, per cui qua l’arte e la ricerca diventano contemplazione, viaggio di scoperta verso le origini, verso l’essere, e poi il concetto di combattere gli sprechi diffusi nella nostra società, e come detto, i miei dodecaedri sono tutti realizzati in materiale riciclato». –

Stefano Bramanti

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