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In arrivo una nave carica di semiprodotti, Magona è pronta a tornare in marcia

La fornitura da Galati garantirà la produzione fino a metà agosto, i lavoratori rientreranno dalla cassa integrazione

PIOMBINO. La ripartenza della produzione dello stabilimento Liberty Magona si concretizzerà tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, quando progressivamente rientreranno al lavoro gli addetti dello stabilimento che ormai da tempo sono stati posti in cassa integrazione in seguito alla fermata delle varie linee della fabbrica. È quanto è emerso in queste ore da fonti vicine alla fabbrica, anche se ad oggi non ci sono certezze su quanto si potrà continuare a produrre. Partiamo da quello che ora dopo ora sembra essere uno scenario certo: è atteso per il prossimo fine settimana l’arrivo di una nave dallo stabilimento di Galati, in Romania, di proprietà del gruppo indiano Liberty, con a bordo qualcosa come 10mila tonnellate di coils da lavorare. Il semiprodotto garantirà una progressiva riattivazione delle linee dello stabilimento fino alla metà di agosto, riaprendo di fatto le porte della fabbrica agli operai che in questi giorni sono rimasti fuori dal ciclo produttivo, in cassa integrazione.

Lo stabilimento piombinese, dunque, secondo quanto esposto di recente anche al governo, entrerà in un cluster con lo stabilimento romeno di Galati (cinquemila dipendenti e bilanci a gonfie vele) che fornirà a Magona il 70 per cento del fabbisogno di semiprodotti, occupandosi di acquistare anche il restante 30 per cento. Questo, da una parte, servirà a garantire la ripresa della produzione per il sito piombinese, ma al tempo stesso viene visto con sospetto da Piombino, dal momento che priverebbe la fabbrica ex Magona di autonomia sul mercato. Inoltre, secondo quanto emerso in queste ore, non sarebbero ancora stati risolti gli ostacoli finanziari, che stanno bloccando la fornitura di semiprodotti da parte del gruppo Arcelor Mittal, dovuti a un debito di circa otto milioni di euro che il gruppo Liberty sconta nei confronti della holding indiana. L’azienda, negli ultimi incontri avuti con i sindacati metalmeccanici piombinesi, aveva assicurato di poter risolvere la situazione in tempi rapidi. La riattivazione della fornitura da parte di Arcelor Mittal assicurerebbe l’apertura di un secondo canale di fornitura, ritenuto provvidenziale dagli addetti ai lavori, dal momento che lo stabilimento di Galati sarebbe in grado di rifornire Piombino solo per una quota di 380mila tonnellate annue, pari a circa il 70 per cento del fabbisogno di semiprodotti da lavorare nelle varie linee dello stabilimento Magona. —


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