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Sventa l’attacco dei lupi, allevatore racconta la sua notte di paura

Alcune delle vacche dell’allevamento di Giampiero Marcatili all’interno del recinto

PIOMBINO. Non c’è il faccia a faccia, ma la presenza del lupo si fa sentire. Sono le tre di notte quando all’allevamento di Chianine di Giampiero Marcatili scoppia il finimondo. Una quarantina di vacche pronte a muoversi in branco, con il rischio di rompere le recinzioni e finire sulla vicina strada provinciale della Principessa. «Ogni animale arriva a pesare una tonnellata, se fuori controllo e spaventato non c’è recinto che tenga», dice Marcatili. La sua azienda si trova in piena campagna, a due passi dal golfo di Baratti, in località Rinsacca.

Il bilancio dell’allerta provocata dal predatore è di un vitello ferito, nei concitati movimenti del branco. Un altro è morto ancor prima di nascere, a distanza di poche ore dall’accaduto. Vittima del parto prematuro, che la situazione ha provocato a una delle fattrici dell’azienda. Per le conseguenze, tra l’altro, la vacca non potrà più essere destinata alla riproduzione e dovrà essere venduta.


Muggiti. Nel cuore della notte. E movimenti che fanno capire all’allevatore lo stato di agitazione dei suoi animali. «Nel buio ho potuto vedere solo un lupo allontanarsi nel campo aperto e pulito a margine della recinzione – racconta Marcatili –. Sono riuscito a illuminarlo con i fari dell’auto. Ma non ho dubbi, c’era più di un lupo a ridosso della stalla e in atteggiamento di caccia, stavano avanzando su due fronti. L’ho capito anche dai movimenti delle mie Chianine, che sono tra le poche razze che per istinto si difendono in muovendosi in branco».

Da vent’anni Marcatili gestisce il suo allevamento alla Rinsacca. «La prima volta che mi sono imbattuto in fatte di lupo in prossimità della stalla è stato a primavera dello scorso anno, dopo il prolungato periodo di chiusura per l’emergenza Covid-19 – sostiene –. Se si tratta di un solo esemplare non è un problema. Ma questa volta mi sono trovato di fronte a quaranta vacche impazzite per lo spavento, che non riuscivo a fermare». Che aggiunge: «La mia stalla è di recente costruzione e le recinzioni sono elettrificate, ma se i lupi si muovono in branco non può bastare».

La presenza del predatore è la novità arrivata in zona dalla primavera dello scorso anno. «Nei mesi scorsi il lupo ha colpito in un agriturismo vicino alla mia azienda sbranando una capra – conclude –. All’epoca sono intervenuti anche i veterinari dell’Asl per fare le necessarie verifiche. La presenza del lupo non può essere data per scontato e lasciata senza alcun controllo sul territorio». —

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