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Annette, la scienziata dello Spazio col sangue capoliverese nelle vene

Annette Cardenti in una foto con l’astronauta Paolo Nespoli, con il quale ha collaborato negli anni del lavoro alla Lockheed, la riparazione dei pannelli solari in orbita nello spazio, la famiglia Cardenti durante la festa per i 100 anni compiuti da mamma Marina e iI matrimonio a Capoliveri tra Mansueto (Nino) e Marina Cardenti

La sua famiglia si trasferì in Usa, ha lavorato alla Lockheed ed è amica dell’astronauta Paolo Nespoli

CAPOLIVERI. Annette Cardenti, un'americana con sangue capoliverese coi fiocchi. Una scienziata che andava a braccetto pure con il celebre Paolo Nespoli astronauta italiano e negli Usa, dove è nata, contribuiva alla riparazione dei pannelli solari in orbita nello spazio. Si è laureata in elettronica, Ingegneria aerospaziale e Ingegneria gestionale, mentre lavorava alla Lockheed Space Systems in California.

È sposata con Steve Bianco, pure lui pensionato della Lockheed ed hanno due figli, Michelle e Steven. Annette a un certo punto si era perfino innamorata del programma spaziale e avrebbe voluto diventare anche lei un'astronauta. «Quando avevo dieci anni – ha confessato al Tirreno – ho visto il primo uomo camminare sulla luna e fui affascinata dalle missioni nello spazio». Una storia unica che Il Tirreno ricostruisce dopo che Michelangelo Venturini, animatore socio culturale e imprenditore turistico, oggi artista affermato, l'ha segnalata in redazione. Annette è andata in pensione nel 2014, avendo trascorso più di 30 anni con la Lockheed, uscita con il grado di Senior program manager della sezione dei sistemi di comunicazione Dscs, Milstar (Military Strategic and Tactical Relay) e Advanced Ehf, un team composto da centinaia di persone negli Stati Uniti, creatori di un insieme di satelliti per comunicazioni militari in orbita, gestiti dalla United States Space Force, per fornire comunicazioni mondiali sicure e resistenti alle forze Usa e di altri paesi del mondo. Abbiamo sentito la dottoressa che oggi ha 62 anni e ha narrato le sue vicende e quelle della sua famiglia. «Sono la figlia di Marina Messina (1920 - 2020) e Mansueto (Nino) Cardenti (1916 - 1998) provenienti da Capoliveri – ci ha detto – e loro si trasferirono a San Francisco, dopo essersi sposati nel paese elbano, nel 1938. Hanno avuto tre figli, Francis, Marilyn Gloria e Annetta. Mio padre – precisa – è nato negli Stati Uniti e ottenne la cittadinanza americana. Raggiunsero gli Usa perché era più facile fare soldi. Ho scoperto Capoliveri – dice ancora – quando i miei genitori Marina e Nino mi ci portarono nel 1970 e poi nel 1974. Mi innamorai subito dell'isola e amavo i familiari che incontrai: i genitori di mio padre. Mia nonna Annunziata Gelsi, che aveva 87 anni e mio nonno Giuseppe Cardenti, 91. Ho conosciuto anche le zie, zii e cugini delle famiglie Cardenti e Messina. Mia madre non ebbe la possibilità di frequentare a lungo la scuola. Negli anni '20 e '30 del 1900 non si dava importanza allo studio delle ragazze. Marina rimase delusa e incoraggiò i suoi figli a impegnarsi nell'istruzione, femmine comprese. Mi ha cresciuto facendomi capire di poter conquistare ogni sapere, bastava che lo volessi».


E dopo le lauree ha iniziato a riparare apparecchiature elettroniche e a supportare la ricerca e lo sviluppo, compreso il lavoro sul telescopio spaziale Hubble. «È stato il primo telescopio ad essere lanciato nel cosmo, – ci ha detto Annette – dedicato all’astronomia che fosse in grado di lavorare nel visibile, nell’infrarosso e nell’ultravioletto. Nonostante abbia un’area di raccolta della luce che non supera 1/15 di quella dei più grandi telescopi da Terra, è stato in grado di regalarci immagini con una risoluzione circa 10 volte più nitide».

E poi il contatto con Nespoli. «Certo – dice avviandosi alla conclusione – ho avuto l'opportunità di lavorare con l'astronauta italiano Paolo Nespoli. Paolo era sulla stazione spaziale per guidare gli astronauti ad interventi di emergenza, passo dopo passo, ripararono un pannello solare che è stato danneggiato (foto).

Poiché Lockheed aveva originariamente realizzato i pannelli solari, forniva supporto tecnico alla missione e io facevo parte del team di ingegneri che supportava la Nasa per la riparazione di emergenza».

Ora la scienziata dal sangue capoliverese, si sta godendo la pensione, la ristrutturazione delle sue case, fa giardinaggio, ama la fotografia e la produzione di video ed è la nonna di Marcus, Pyper, Isabella, Sophia e Luca. Ma non dimentica l'Elba e Capoliveri, vuole restaurare il vecchio giardino per riportarlo alla sua bellezza originale e la fonte del bisnonno, costruita nel 1875, situata presso l'Aia di Chelino. —

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