In un anno 188 voli sull’isola del Pegaso 2: «La nostra missione è salvare le vite»

Nel 2020, a causa del Covid, sono diminuiti gli interventi primari per traumi subiti sulle strade e fuori dalle abitazioni 

PORTOFERRAIO. Quel rombo importante e invadente si sente d’improvviso. In particolare a Portoferraio. Ma anche talvolta in altre parti dell’isola. E quel rombo viene da un altro tipo di volo e si è fatto sentire sullo Scoglio 188 volte nel 2020, il duro anno pandemico. Di giorno e di notte un velivolo giallo appare e può essere che stia compiendo un intervento salvavita. Parliamo del Pegaso, l’elicottero lungo 17 metri che partito dalla base di Grosseto o Massa, attivato da telefonate al 118, si avvicina all’ospedale di San Rocco per atterrare sull’elisuperficie.

E scopriamo chi sono i protagonisti silenziosi e sconosciuti che compiono il prezioso servizio. Stefano Barbadori è il coordinatore della base del soccorso maremmano e il comandante Alessandro Valduga, responsabile di base, che coordina i piloti. «L’equipe che agisce per queste missioni – dice Barbadori – è costituita da un medico rianimatore o specialista in medicina dell’emergenza e da un infermiere di area critica. A questo si affianca nelle ore diurne un tecnico del soccorso alpino toscano che gestisce le operazioni in ambiente ostile che avvengono direttamente sui luoghi del soccorso da realizzare. La componente aeronautica è costituita da un pilota comandante, da un pilota che affianca lo stesso e da un tecnico verricellista adibito all’utilizzo del verricello». Il coordinatore Barbadori è un medico di area critica e emergenza medica territoriale dal 1990. Medico impegnato nel servizio di elisoccorso dal 2001, quindi responsabile della base di elisoccorso di Grosseto dal 2018 ed è anche attivo nella commissione tecnica regionale per tale tipo di servizio.


LE MISSIONI DEL PEGASO

Il servizio di elisoccorso della Regione Toscana è organizzato su tre basi operative, Pegaso 1 a Firenze, Pegaso 2 a Grosseto e Pegaso 3 a Massa, La regione Toscana ha istituito questo servizio già a partire dal 1999, investendo in questi anni molte risorse sia economiche che tecnologiche. Per il 2021 circa 18 milioni di euro.

«Come responsabile della gestione della base di Grosseto – ha detto al Tirreno il medico coordinatore – informo che il nostro elicottero ha competenza su tutto il territorio regionale, come tutti gli altri e insieme al Pegaso 3 abbiamo specifica competenza sull’Arcipelago toscano con un servizio continuato H24 che è attivo anche di notte».

LA BASE DI GROSSETO

La base di Grosseto si trova dentro l’area ospedaliera. «A 200 metri dal pronto soccorso – dice Barbadori – c’è la nostra elisuperficie dove decollano e atterrano gli elicotteri. Quella di Portoferraio è posta sopra l’edificio e ciò è molto funzionale perché l’operazione di prelievo del paziente è molto veloce. In certi casi posso essere determinanti i tempi più ristretti di prelievo del malato. La elisuperficie di Grosseto è ampia e infatti possono agire contemporaneamente due elicotteri».

Il budget

«Il budget annuale che disponiamo è stabilito dalla regione Toscana, – conclude Barbadori – determinato dalla Giunta regionale e il finanziamento totale della nostra base è di 7. 500. 000 euro, il più alto delle altre perché voliamo di notte e abbiamo anche l’impiego con Nvg che consente di atterrare di notte in luoghi adeguati oltre che sull’elisuperficie di Portoferraio e questo comporta una maggiorazione del finanziamento. Rispetto al 2019, nell’anno 2020, anche e soprattutto a causa della pandemia sono diminuiti i casi di interventi primari per traumi stradali, ma sono aumentati i trasporti secondari dall’ospedale di Portoferraio. Il risultato è che il numero dei voli non è stato statisticamente diverso nei due anni».

L’EQUIPAGGIO

Il comandante del Pegaso 2 è Alessandro Valduga, 46 anni, originario di Roma, che dal 2008 ha lasciato la sua azione di ufficiale pilota nella Marina Militare italiana per passare a questo servizio di soccorso.

«Il nostro elicottero del soccorso – dice il comandante – è un AW139 Agusta Westland, denominato “Pegaso 2”, di base a Grosseto. Le principali caratteristiche? Il peso massimo al decollo è pari a 7 tonnellate, circa 17 metri di lunghezza, diametro del disco rotore di circa 14 metri, a una velocità massima di 167 Kts (circa 310 Km/h), velocità di crociera 140 Kts (circa 260 km/h). L’equipaggio è composto da due piloti, il comandante e un copilota, un tecnico verricellista e un esperto del Soccorso Alpino toscano, quindi il medico e un infermiere appositamente formati». —