Bracciale elettronico e domiciliari per l’uomo arrestato dalla polizia

Piombino, al giudice ha detto di aver chiamato lui stesso gli agenti dopo essere stato picchiato dall’altro, uno spacciatore

piombino. Convalidato ieri mattina l’arresto di Otman El Madahi, il trentottenne che l’altra notte era stato fermato dalla polizia con un coltello. Il giudice Marco Sacquegna (pubblico ministero Niccolò Volpe, avvocato difensore Elena Parietti) ha disposto la scarcerazione dell’uomo, originario del Marocco, per il quale è stata applicata una doppia misura preventiva. El Madahi infatti è stato messo ai domiciliari con il braccialetto elettronico.



L’episodio per il quale era stato arrestato era avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, intorno all’una e mezzo, in via Torino. El Madahi aveva avuto una violenta discussione con un altro uomo, uno spacciatore dell’Est, come ha ribadito lui stesso sia alla polizia che al giudice. Il trentottenne infatti sostiene di essere stato truffato da quella persona per un acquisto di cocaina. Truffato e poi picchiato, tanto da aver chiamato lui stesso la polizia. Lo ha ribadito anche ieri davanti al giudice. El Madahri, così ha detto, si aspettava che i poliziotti arrestassero l’altro. Fatto sta che poi lui si è allontanato, è andato a casa (abita lì vicino) ed è tornato armato di coltello. E lì la situazione si è complicata. Già ferito e su di giri, con in mano un coltello di 33 centimetri e la lama di 20, è nato un altro parapiglia.

Il marocchino dice di aver gettato il coltello in terra non appena glielo hanno ordinato gli agenti, la polizia invece fornisce una versione diversa, spiegando che El Madahi avrebbe non solo resistito all’arresto, ma si sarebbe sfogato prendendo a calci e testate la volante del commissariato. Per bloccarlo, si è ferito anche uno dei due agenti, che poi è andato a farsi medicare al pronto soccorso (ha un referto di 10 giorni). Anche El Madahi è stato portato al pronto soccorso, ma a Livorno. Prima è stato ammanettato e condotto in commissariato. Poi, su disposizione del magistrato, è stato trasferito alle Sughere per minaccia aggravata, ingiurie, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamenti e porto abusivo di arma da taglio. L’uomo era già sottoposto alla misura dell’obblig di firma. Adesso è ai domiciliari col braccialetto elettronico. —

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