E Marciana ora vuole recuperare l’affascinante Fortezza Pisana

Il progetto nel programma triennale delle opere pubbliche 

MARCIANA. La giunta retta da Simone Barbi punta alla valorizzazione e alla fruibilità della Fortezza Pisana. Lo fa, inserendo nel programma triennale delle opere pubbliche 2021-2023 il progetto con cui ha partecipato al bando regionale. Nell’attesa intanto di conoscere se la proposta è stata accolta o meno dalla Regione (il bando scadeva il 30 giugno), l’esecutivo si predispone all’adempimento del programma. Che prevede, per la sua completa realizzazione, uno stanziamento di 240mila euro, di cui 200 dovrebbero arrivare da Firenze (nell’eventualità che il progetto sia accolto) e 40mila invece con investimento del Comune.

Il progetto nasce da lontano e vede il coinvolgimento oltre che del Comune (ente proprietario) anche del parco nazionale e del Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’Architettura dell’Università La Sapienza. «Infatti – ammette il sindaco – il nostro elaborato redatto dagli Uffici comunali si è avvalso anche del contributo del Dsdra di Roma, che ci ha fornito preziose indicazioni nella stesura del piano. Rilevante è stata la partecipazione di Tommaso Empler, docente capofila delle attività di studio condotte dalla Sapienza di Roma. Oltre a recuperare architettonicamente gli ambienti che si trovano all’interno della fortificazione e permettere al pubblico di visitarli in assoluta sicurezza, si provvederà anche a rendere agibili percorsi esplorativi per i portatori di handicap oltre a posizionare cartelli illustrativi nei punti più interessanti del forte, in diverse lingue».


L’equipe di Empler da anni conduce indagini sul territorio insulare. Nell’area del granito (versante occidentale) ha lavorato a Campo nell’Elba e Marciana sulle pievi romaniche di San Lorenzo, di San Giovanni, della chiesa San Bartolomeo a Pomonte, di San Niccolò e della Fortezza Pisana. Nell’area mineraria (Comune di Rio) sulla pieve di San Quirico e sui castelli del Volterraio e del Giove. Si tratta di strutture ancora in buono stato. Alcune appartengono al periodo medievale, altre all’epoca rinascimentale, tardo rinascimentale. Certe sono a mezza montagna, oppure su alcune sommità e seguono i canoni e gli stilemi delle architetture fortificate tipiche dei periodi storici in cui sono state realizzate. Ci si riferisce al castello del Volterraio (eretto intorno all’anno 1000 e ristrutturato in epoca tardo duecentesca); alla Fortezza di Marciana (costruita dai pisani nel XII secolo, poi restaurata e potenziata nel 1560 dagli Appiani, signori di Piombino); al castello del Giove, voluto presumibilmente nel 1459 da Jacopo III Appiano su una struttura preesistente.

Ma è Marciana che assurge a importanza politica, da quando i Principi di Piombino (gli Appiani) vi stabiliscono la loro residenza sull’isola. Infatti restaurano e potenziano, nel 1560, la Fortezza Pisana con bastioni agli angoli di un quadrilatero, come riportato dai registri dell’epoca: «In tutti i luoghi dove si lavora per le fortezze che si fanno, le donne vadano tutte senza differenza a portare acqua e sassi et tutto quanto si bisogna» (Archivio Storico di Marciana, 1560).

«Il nostro obiettivo – conclude Barbi – è far comprendere le trasformazioni che hanno interessato la Fortezza nel tempo. Le operazioni di restauro sono necessarie perché il patrimonio culturale possa essere preservato nel tempo». —

Luigi Cignoni

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