Il progetto Porto cantieri parte con le bonifiche e un nuovo ponte alaggi

veduta dall’alto dei cantieri Esaom Cesa a Portoferraio

Comune, Provincia e Regione metteranno in sicurezza Fosso della Madonnina mentre la Esaom punta ad acquisire commesse per barche sopra i 50 metri

PORTOFERRAIO. Porto cantieri, si riparte. La giornata elbana dell’assessore regionale al turismo e all’economia, Leonardo Marras è stata l’occasione per presentare il contenuto del protocollo siglato nel 2020 per realizzare il progetto della società Esaom Cesa che riguarda tutta la rada portoferraiese. Il progetto su cui è stata siglata l’intesa prevede le bonifiche delle aree ex industriali, la messa in sicurezza dei fossi, le analisi del rischio di inquinamento relativo alle loppe (eredità siderurgica) che si trovano nell’area retro portuale. Si tratta in sintesi di un piano che sarà il cardine della riqualificazione complessiva del waterfront portoferraiese di cui si parla da tempo.

Da anni, infatti, è in corso un progetto di riqualificazione dell’area «un tassello importante per lo sviluppo del territorio», come lo ha definito il sindaco di Portoferraio Angelo Zini che riconferma la volontà di proseguire il percorso di fattibilità del porto cantieri, puntando a tre obbiettivi: rigenerazione ambientale di tutta l’aera della rada; sviluppo dell’area produttiva del cantiere; dotare la città di un vero e proprio porto turistico con 550 posti barca. Ci sono però ancora dei passaggi da fare prima di partire con i lavori per il porto cantieri vero e proprio. È necessario terminare le bonifiche e la messa in sicurezza del Fosso della Madonnina, prima di procedere alla presentazione del progetto che il presidente di Esaom Cesa, Umberto Buzzoni, prevede per il primo semestre del 2022. Nel frattempo intende procedere, prima possibile, con lo sviluppo industriale.


«Questo progetto – ha fatto presente – si sta modificando rispetto all’impostazione iniziale soprattutto per quanto riguarda l’area a terra che si presta allo sviluppo cantieristico industriale, sinergico allo sviluppo portuale». Il presidente di Esaom Cesa ha deciso di fare un passo avanti e di passare a imbarcazioni di oltre 50 metri. «Tra settembre e ottobre – ha annunciato Buzzoni – acquisteremo un travel (ponte, ndr) per ampliare la vasca di alaggio per poter accogliere imbarcazioni più grandi».

Il cronoprogramma scandito dal protocollo di intesa firmato dalla regione Toscana, dalla provincia di Livorno, dal comune di Portoferraio e da Esaom Cesa prevede intanto di terminare le opere di bonifica e la messa in sicurezza del Fosso della Madonnina, (che tornerà di competenza della Regione anche se nel frattempo è probabile che sarà l’amministrazione portoferraiese il soggetto attuatore della fase conclusiva). Una messa in sicurezza collegata alla deviazione del ritorno delle acque industriali provenienti dal depuratore. Gli interventi permetteranno di far avere a queste acque i parametri per essere impiegate a usi irrigui o industriali, anche dallo stesso cantiere.

Tutte queste opere secondo il sindaco di Portoferraio potrebbero essere terminate già nei prossimi mesi invernali. Dopo di che Esaom Cesa sarà in grado di presentare il nuovo progetto per il porto cantieri. «Nostro obiettivo – ha concluso Zini – è che entro la legislatura si sia arrivati almeno alla conclusione del percorso tecnico-burocratico del progetto e che si possa dare il via agli interventi. Intanto prenderà il via il progetto dello sviluppo industriale e cantieristico è previsto in tempi brevi, già nei prossimi mesi autunnali. Il percorso è stato tracciato con la firma di questo protocollo». –

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