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Jindal rilancia: «Pronto a investire 75 milioni e a realizzare un forno con un nuovo socio»

Jsw Italy scrive a Giorgetti: oggi o nei prossimi giorni è possibile un incontro. Ok a nuovi ingressi ma senza cedere la maggioranza

PIOMBINO. Dopo mesi di silenzio Sajjan Jindal torna a farsi sentire, con una lettera inviata da Jsw Steel Italy al ministro Giancarlo Giorgetti, che lancia alcuni messaggi chiari: il magnate indiano non ha intenzione di lasciare Piombino, è pronto a investire 75 milioni per i laminatoi, ha ancora intenzione di realizzare un forno elettrico da 1,2 milioni, con l’apporto di un’agenzia governativa e di nuovi soci privati (mantenendo però la maggioranza), non gradisce quelle che valuta come ingerenze da parte di industriali del nord, interessati a Piombino solo per realizzarvi un impianto di preridotto e sfruttare il treno rotaie, comportandosi quasi come se lui non fosse più il proprietario.

La lettera, i cui caratteri principali sono stati anticipati dal portale Siderweb, è stata inviata lo scorso 19 giugno, in preparazione all’atteso confronto tra Jindal e Giorgetti che potrebbe tenersi oggi o comunque nel giro di un paio di giorni.


Nella lettera quindi l’azienda rilancia la propria intenzione «di procedere a un piano di investimenti volto a garantire un futuro sviluppo all’area di Piombino», assumendosi l’impegno a fare «75 milioni di investimenti per il potenziamento dei laminatoi (rotaie, barre e vergella)», ricordando al ministro che a questo proposito «si era impostata con Invitalia una base di discussione per l’accesso a 49 milioni di strumenti di finanza agevolata», così che Jsw «sarebbe lieta di accogliere nel proprio azionariato un’agenzia governativa e un eventuale industriale italiano gradito al governo fino al 49% del capitale». Inoltre con i nuovi soci potrebbero entrare anche «con un aumento di capitale in natura», e cioè «con la fornitura e costruzione di un’acciaieria elettrica della capacità produttiva di 1-1,2 milioni di tonnellate, che garantirebbe in modo duraturo l’indipendenza produttiva del sito piombinese per sfruttare al meglio le potenzialità logistiche del sito».

Sulle esternazioni di alcuni siderurgici del nord la missiva dell’azienda parla poi di «fastidiose dichiarazioni da parte di altri operatori che hanno prospettato progetti sulle aree attualmente appartenenti a Jsw Italia senza che quest’ultima sia mai stata consultata e, per tali azioni, invocando anche l’intervento governativo».

Altro elemento di fastidio è quello legato all’ultimo bando di Rfi per la fornitura di rotaie, «che ha assegnato allo stabilimento di Piombino uno solo dei cinque lotti in gara, non sfruttando le opportunità offerte dall’attuale legislazione italiana per valorizzare la produzione di rotaie da parte di Jsw Italia, unico fornitore nazionale». —

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