È braccio di ferro tra Asa e residenti su chi debba pagare il guasto alla rete

La perdita nella strada vicinale del Colle alle guardie di Nisporto

Elba, per l’azienda il costo dell’intervento è a carico delle abitazioni. I proprietari protestano e intanto l’acqua finisce nel mare

NISPORTO. «L’acqua potabile che fuoriesce dalla condotta principale corre lungo la strada per circa un centinaio di metri fino ad arrivare a pochi metri dalla spiaggia». La segnalazione proviene da un nostro lettore, nativo di Rio nell’Elba ma residente da anni a Crema per ragioni di lavoro, proprietario di una seconda casa dove ama trascorrere le ferie insieme con la famiglia. Come lui segnalano la perdita anche altri proprietari di casa nella strada vicinale del Colle alle guardie di Nisporto che usufruiscono del servizio dell’acquedotto gestito da Asa: «Abbiamo segnalato da tempo una perdita di acqua potabile nella condotta adduttrice principale. Ci siamo rivolti, e anche a più riprese, agli uffici di Portoferraio e al numero verde. Nessuno interviene a riparare il guasto».

Altri che invece frequentano la strada anche in bassa stagione dicono che è da questa primavera che si verifica la fuoruscita. In tutto, in questa zona sono una ventina le abitazioni che usufruiscono del servizio idrico. «Non è corretto dire che non ci siano stati sviluppi – continua il nostro lettore –. Qualcuno è venuto a rendersi conto di persone come stessero le cose e il giorno dopo ecco un volantino dell’Asa attaccato in vari punti della strada di accesso. Il foglio ha come oggetto la dicitura «perdita idrica in proprietà privata» e sostiene che «l’utente è responsabile delle parti dell’impianto realizzate dopo il limite fra la proprietà pubblica e quella privata».


In parole povere il guasto è stato riscontrato lungo una strada vicinale (pertanto non pubblica, ma privata). Ragion per cui l’intervento non spetterebbe all’azienda, bensì ai proprietari. I quali si dovrebbero attrezzare per effettuare loro i lavori e raggiungere la tubazione guasta. Solo a questo punto gli operai Asa sarebbero autorizzati all’intervento e a risanare il guasto. Ma c’è di più. Nel caso di mancata esecuzione dell’intervento proposto dal gestore idrico, dopo tre giorni dalla consegna del volantino, Asa «si ritiene costretta a sospendere l’erogazione». Per fortuna non si è arrivati a tanto. Ma l’acqua potabile continua a scendere verso la spiaggia.

Il punto chiave del problema sta nella differenza tra “strada vicinale” e “strada pubblica”. «La riparazione del guasto alla tubazione dell’acquedotto elbano – dice sempre il nostro lettore – è a carico dell’ente gestore, quando la rottura si verifica a monte del contatore generale, nel tratto della tubazione posta su strada vicinale ma a uso pubblico e quindi non privata. Inoltre le strade vicinali, a norma di legge, sono equiparate a strade pubbliche. Ma qualora la strada fosse privata, a monte del contatore generale l’impianto è pubblico e la riparazione non può essere affidata all’utente. Si tratterebbe – conclude – di intervenire da parte di privati su una rete pubblica».

La storia continua. –

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