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Acqua di pozzi e cisterne inquinata nelle periferie

Massimo Correani, biologo del laboratorio analisi Sos Elba a Portoferraio

Le analisi di Sos Elba: batteri, anche fecali, nelle riserve idriche di alcuni condomini. Correani: «Casi frequenti perché spesso non ci sono impianti fognari comunali»

PORTOFERRAIO. In questi giorni il biologo Massimo Correani della Sos Elba sta ricevendo diverse telefonate. Arrivano da persone che chiedono di eseguire analisi chimiche e batteriologiche sull’acqua potabile, nel suo laboratorio posto alle antiche saline, in via Giannutri, a Portoferraio, che gestisce assieme al collega Fabio Mazzi. Purtroppo, da alcune analisi, sono emerse diverse non conformità che hanno evidenziato la presenza di batteri, compresi quelli fecali. Le maggiori richieste arrivano da cittadini che vivono in periferia e utilizzano l’acqua dei loro pozzi per approvvigionare la rete idrica delle loro abitazioni o da chi abita in grossi condomini dotati di cisterna per distribuire l’acqua a decine e decine di famiglie.

«Sì, in effetti – conferma Correani al Tirreno – c’è una certa preoccupazione dopo l’episodio capitato in un condominio. Qualcuno ci ha chiesto di analizzare l’acqua che sgorga dai rubinetti e sono risultati presenti enterobatteri. Occorre fare attenzione e verificare periodicamente la situazione delle acque potabili, in particolare per chi vive nelle periferie dei vari paesi o nelle campagne dell’Isola, dove capita più frequentemente di riscontrare inquinamenti di tipo microbiologico».


«La cosa è purtroppo molto frequente e non potrebbe essere diversamente, visto che in periferia spesso non ci sono fognature comunali – spiega il biologo –- Quindi i reflui, dopo il trattamento in fosse biologiche, vengono scaricati direttamente nel suolo contaminando le falde acquifere che alimentano i pozzi».

«Discorso diverso è per chi accumula la propria acqua in depositi e cisterne – prosegue Correani –. In questo caso anche se l’acqua è inizialmente potabile occorre, almeno una volta l’anno, svuotare le cisterne per sanificarle. In alternativa in ogni tre mesi si potrebbe effettuare uno shock con disinfettante a base di cloro, in modo da eliminare quei batteri che crescono sul “biofilm” che si forma sulle pareti delle cisterne».

«Comunque – conclude il titolare del centro analisi Sos Elba – si consiglia di effettuare analisi semestrali dell’acqua, destinata al consumo umano, per monitorare controllare la qualità della stessa. Nel caso si riscontrasse la presenza di batteri occorrerà eseguire subito un’accurata pulizia e sanificazione del deposito e successivamente ripetere le analisi per verificare il buon esito del trattamento».

Lo studio Sos Ambiente opera all’Isola d’Elba dal 1995 svolgendo analisi delle acque e degli alimenti e offrendo consulenza su rifiuti e scarichi. Dalla progettazione e gestione di impianti elettrici, idraulici e termici alla consulenza sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, su emissioni in atmosfera, sui rifiuti e sugli scarichi, il nostro studio garantisce alti standard qualitativi in ogni ambito di competenza. Nel laboratorio analisi vengono svolte analisi su alimenti e valutazioni fonometriche del rischio chimico. –

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