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Liberty Magona, verso l’addio di Carpino per le tensioni con i vertici del Gruppo

Operaio al lavoro in un reparto della Magona

L’accorpamento con lo stabilimento romeno di Galati limita i progetti ambiziosi che Gupta aveva affidato all’amministratore delegato

PIOMBINO. La crisi del gruppo e la ristrutturazione in corso in Liberty, potrebbero costare l’addio della figura più rappresentativa negli ultimi, difficili anni, della residua piombinesità nella Magona che della città è un po’ il simbolo: varie indiscrezioni da fonti qualificate parlano di un addio vicino, se non già segnato, per l’amministratore delegato Giovanni Carpino, 56 anni, in precedenza direttore di stabilimento, e scelto come timoniere per i nuovi e ambiziosi progetti proprio dal patron Sanjeev Gupta, al momento dell’acquisizione dello stabilimento da Arcelor Mittal.

Ma ora Gupta è nei guai per il crollo di Greensill, che garantiva i finanziamenti al Gruppo, e per un’indagine della Finanza sugli 86 milioni di un prestito ottenuto l’estate scorsa proprio da Greensill per Magona. Il presidente di Liberty sta ancora cercando nuove forme di finanziamento per non paralizzare completamente le attività industriali sparse in mezza Europa, ma intanto il Gruppo per andare avanti sta dando vita a una ristrutturazione che tocca anche Magona.


Lo stabilimento piombinese dunque secondo quanto esposto di recente anche al governo, entrerà in un cluster con lo stabilimento romeno di Galati (cinquemila dipendenti e bilanci a gonfie vele) che fornirà a Magona il 70% del fabbisogno di semiprodotti, occupandosi di acquistare anche il restante 30 Per cento.

In pratica si tratta di un ritorno alla situazione precedente, quella con Arcelor, quando Magona era come in un limbo, costretta ad acquistare semiprodotti solo nel mondo Mittal, senza potersi muovere sul mercato. Gupta aveva garantito a Carpino proprio il contrario, cioè la possibilità di approvvigionarsi anche fuori dalla realtà Liberty, e di misurarsi poi col mercato, che in realtà nel breve tempo intercorso prima della crisi finanziaria, aveva dato risultati molto positivi a Magona.

Ecco, adesso la nuova situazione con Galati capofila riporta indietro, ma è pur sempre una soluzione, in un momento in cui la crisi aveva lentamente portato alla cassa integrazione in tutto lo stabilimento, ovviamente da verificare nel tempo. Questa – sempre secondo le indiscrezioni – è la situazione che avrebbe portato a un rapporto di tensione tra Carpino e il ceo che controlla vari stabilimenti Liberty tra cui Piombino, Renaud Moretti, venuto a Piombino due volte nel giro di un mese. Tutti in fabbrica aspettano di capire cosa succederà, certo Carpino non si vede da mercoledì scorso, da quando ufficialmente è in ferie.

In questi giorni è atteso il ritorno di Moretti, forse per restare almeno un periodo a gestire la situazione se davvero Carpino sarà costretto o deciderà di lasciare il suo posto . —

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