Elba 35 divide i sindaci: in due non firmano il manifesto per un’isola ecosostenibile

ll sindaco di Portoferraio Angelo Zini sottoscrive il manifesto “Elba 35” durante il Seif

Montauti e Papi non sottoscrivono il documento coordinato da Ernst & young. No anche da Legambiente arcipelago

PORTOFERRAIO. Cinque a due. Non è il risultato di una partita degli Europei finita ai calci di rigore. Bensì di una partita tutta elbana che i sindaci dell’isola hanno giocato a causa – o grazie a seconda dei punti di vista – del Seif, il festival dedicato alla salvaguardia e valorizzazione del mare e della sua bellezza. Il momento chiave del “Sea essence international festival” – organizzato da Acqua dell’Elba col patrocinio e la partecipazione di Parco nazionale arcipelago toscano, Legambiente, Università Iulm e Accademia di belle arti di Brera – è stata la presentazione e la firma di “Elba 35”, il manifesto per la sostenibilità dell’Isola d’Elba coordinato da Ernst & young che ha, di fatto, diviso i sindaci e non solo.

Da una parte i firmatari convinti (vedi articolo a destra): Angelo Zini, Marco Corsini, Walter Montagna, Gabriella Allori e Simone Barbi. Dall’altra il primo cittadino di Campo nell’Elba Davide Montauti e quello di Porto Azzurro Maurizio Papi che hanno deciso di non impegnare loro stessi e le loro amministrazione nel progetto che individua una serie di linee di sviluppo future dell’isola in tema di paesaggio, territorio, ambiente, turismo sostenibile, cultura, identità e stile di vita.

«Non abbiamo rilevato nell’encomiabile iniziativa promossa da un soggetto privato un obbligo di carattere istituzionale», è la risposta dell’amministrazione di Campo nell’Elba alla domanda sul perché della mancata sottoscrizione. Una spiegazione che però cozza con quanto accaduto nel giorno della firma: Montauti, o in sua sostituzione l’assessora Chiara Paolini, erano attesi fino all’ultimo. Alla fine non si è presentato nessuno facendo avanzare il sospetto che la mancata firma sia collegabile a una mancata condivisione del documento.

Chi non condivide il manifesto “Elba 35” e non si fa problemi di sorta a dirlo è Maurizio Papi: «È un documento che non guarda alle nuove generazioni. Nell’isola d’Elba mancano le infrastrutture siano esse pubbliche, come ad esempio le strade, o private, come insediamenti alberghieri. Chiedere che siano realizzate non significa non essere ambientalisti, anzi. Non posso accettare che per un giovane elbano la massima aspirazione sia fare il secondino in carcere anche se ha un diploma o una laurea La questione è che “Elba “35” fotografa l’esistente: va bene per Locman o per Acqua di Elba ma non per un ragazzo che voglia far nascere un’impresa».

Oltre alle due aziende citate da Papi, tra i sottoscrittori del manifesto ci sono i rappresentanti di Alatoscana, Associazione Albergatori, Ctt Nord, Visitelba, i Conad elbani di Nocentini e Banca dell’Elba. Esponenti di istituzioni e associazioni come il Pnat, la Gat, Confesercenti, Cna e Italia Nostra. Insomma, in linea generale le più importanti e radicate realtà dell’isola. A eccezione di una, quella di Legambiente arcipelago toscano, che pure ha patrocinato il Seif. Umberto Mazzantini non ha condiviso la stesura finale del documento e Legambiente non lo ha sottoscritto. — RIPRODUZIONE RISERVATA