Termine non tornerà in ufficio a Piombino

Da sinistra il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e il sindaco di Monterotondo Giacomo Termine

Contenzioso chiuso dopo un anno e mezzo: il sindaco di Monterotondo ha scelto di continuare a lavorare a Gavorrano

PIOMBINO. Il rapporto personale non si è ricomposto, ma il contenzioso legale è terminato. È questo, in sintesi, l’epilogo dello scontro, andato avanti per un anno e mezzo, con protagonista il sindaco di Monterotondo Giacomo Termine e il suo collega di Piombino Francesco Ferrari. La querelle ebbe inizio nel periodo di Natale del 2019, dopo che l’amministrazione comunale di Piombino aveva esercitato il recesso dal rapporto di lavoro instaurato con il sindaco di Monterotondo Marittimo che, all’epoca, stava effettuando il periodo di prova previsto dal contratto per essere assunto come dipendente comunale.

Troppe assenze durante il periodo di prova. Assenze legate agli impegni istituzionali da sindaco. Bastò la spiegazione del sindaco di Piombino Francesco Ferrari per sollevare un polverone politico. Da una parte il centrodestra a sostegno di Ferrari, dall’altra i sindacati e il centrosinistra con Termine, sindaco eletto a Monterotondo ed esponente del Pd. Alle polemiche ha fatto seguito una causa legale, con Termine che non ha esitato a presentare ricorso al giudice del lavoro che, lo scorso 11 dicembre, si espresse dichiarando illegittimo il recesso esercitato dal Comune di Piombino e disponendo il reintegro in servizio di Termine presso il Comune di Piombino per completare il periodo di prova. Anche in quel caso i due sindaci non si trovarono d’accordo: Termine, esprimendo soddisfazione per la decisione del giudice, invitò pubblicamente Ferrari ad ammettere l’errore e a chiedere scusa. Il sindaco di Piombino, invece, interpretò la sentenza in modo diverso, spiegando come il provvedimento del giudice non riconoscesse le ragioni invocate da Termine e lo obbligasse anche a sostenere le spese legali. Dopo mesi le vecchie ruggini non sono scomparse.


Ma, in ogni caso, la faccenda è arrivata all’epilogo. Giacomo Termine ha deciso di non tornare in Comune a Piombino per completare il suo periodo di prova. Una scelta personale, ha spiegato, dettata dal fatto che il sindaco di Monterotondo ha preferito, per dirla con le sue parole, «restare al lavoro nel Comune di Gavorrano (dove Termine sta prestando servizio ndr), anziché tornare a Piombino». La scelta di Termine trova conferma nel testo della delibera approvata dalla giunta comunale di Piombino il 7 giugno scorso, con la quale si pongono le basi alla “definizione bonaria della controversia”. Termine, scegliendo di non rientrare a Piombino, di fatto non darà esecuzione a quanto previsto dalla sentenza del giudice del lavoro e quindi ad essere reintegrato per completare il periodo di prova a Piombino. Al tempo stesso il Comune di Piombino rinuncia a presentare ricorso contro la sentenza e ad ogni altra eventuale impugnazione straordinaria della decisione del giudice del lavoro. Tutto finito, dunque. Amici come prima? No, questo no. —