Vaccini in fabbrica, si tirano le somme ma le adesioni non incoraggiano

In Jsw e Liberty Magona distribuiti i moduli tra i lavoratori La proposta arriva quando molti hanno già prenotato

PIOMBINO. Vaccinazioni in fabbrica: i conti sulle adesioni si faranno entro un paio di giorni. Le anticipazioni, però, non sono incoraggianti. L’opportunità risulta tardiva.

Jsw e Liberty steel avevano dato all’Asl la propria disponibilità a trasformarsi in Centro vaccinale aziendale e a rispettare, di conseguenza, i canoni individuati dai rigidi protocolli ministeriali sulla sicurezza.


Per questo avevano distribuito i modelli di preadesione tra i lavoratori. Per email dove possibile, in forma cartacea negli altri casi.

Nel modello, oltre alle diverse informazioni, si chiedeva di scegliere tra il sì e il no a sottoporsi al vaccino all’interno dello stabilimento. Il foglio, poi, nel rispetto della privacy, doveva essere consegnato al medico di fabbrica o in infermeria in busta chiusa. L’opzione era riservata a tutta la forza-lavoro, inclusi i cassintegrati. Non all’indotto, almeno in Jsw. E almeno finora.

Le prime indicazioni parlano di un numero circoscritto di favorevoli. Con qualcosa in più in Liberty Magona, dove alcune decine di giovani ci sono. E questo sembra aver facilitato le adesioni, dato che parliamo di soggetti esclusi fino a poco tempo fa dalla prenotazione sul portale regionale e da open day. E, anche adesso, dalla somministrazione negli ambulatori dei medici di famiglia a cui possono rivolgersi i soggetti dai 60 anni in su.

La possibilità, insomma, è arrivata tardi. L’utilità, con tutta probabilità, sarebbe stata maggiore quando il sistema di prenotazione arrancava fortemente, mettendo in difficoltà che ci si rivolgeva.

«Adesso - spiegano fonti sindacali - la maggior parte dei lavoratori ha già prenotato sul portale o, addirittura, ha già completato la vaccinazione. In qualche caso, ha ricevuto almeno la prima dose e potrebbe risultare complicato cambiare percorso».

Una volta resi noti i consensi e, di conseguenza, i quantitativi necessari, saranno le aziende a chiedere la fornitura del farmaco all’Asl e a prevedere l’inoculazione con il proprio personale medico e infermieristico formato.

Intanto, nella zona Valli etrusche ieri si sono registrati tre nuovi casi positivi a cui è estranea la Val di Cornia (due a Cecina e uno a Rosignano Marittimo).

La direzione dell’Ausl Toscana Nord ovest comunica che, sempre a ieri, le vaccinazioni complessivamente effettuate risultano 45.503 per le prime dosi mentre sono 26.911 cittadini dell’intero territorio Valli Etrusche ad aver completato il ciclo.

La percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose è del 47,7%.

Queste le fasce d’età con la percentuale più alta: nella fascia degli over 80 è 89,9; in quella da 70 a 79 dell’84,2. Tra i 60 e i 69 anni, del 75;da 50 a 59 del 42,5% mentre da 40 a 49 anni è del 26,8%. —

V.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA