L’impianto ex Irfid ha i giorni contati, iniziati i lavori per la demolizione

Obiettivo: recuperare 13 ettari di aree retroportuali Intervento dell’Autorità portuale da 625mila euro

PIOMBINO. Dopo decenni di nulla sono entrate in azione le ruspe. Dell’impianto siderurgico progettato, costruito e mai messo in marcia sotto le insegne dell’IRI, per la riduzione diretta del minerale di ferro da utilizzare come sostitutivo del rottame, non resteranno tracce evidenti. Il colpo d’occhio per chi arriva a Piombino e guarda in direzione del golfo di Follonica nell’arco di sei mesi racconterà una storia nuova. Se ne conosce la trama, ma è ancora tutta da scrivere. E serviranno degli anni.

L’area è di proprietà dell’Autorità portuale. A meno di un chilometro dal porto. È la distanza a dare valore ai 130mila metri quadrati di terreni ex Irfid. Zona Gagno: posizione strategica per la logistica dei traffici commerciali portuali. A ridosso del tracciato della bretella del porto, “Stralcio SS398 dello svincolo Gagno – Terre Rosse”. Unisci i due punti e in mezzo al nulla degli ultimi anni, sono gli unici cantieri aperti che promettono di dare una prospettiva oltre la crisi economica che da anni ha investito il territorio.


LA DEMOLIZIONE

È all’Autorità portuale che fa capo l’intervento di demolizione, che prevede il reimpiego dei materiali di risulta sul posto. Lavoro da 625mila euro con l’obiettivo di creare le condizioni per un prossimo utilizzo di quei terreni a servizio di attività retroportuali. Le previsioni dovranno tradursi in una scheda del nuovo piano strutturale del Comune di Piombino, il cui iter dopo l’adozione è nella fase delle osservazioni. Anche se non è questa la variabile che negli anni ha frenato la riconversione delle aree.

I terreni ex Irfid rientrano nel perimetro del Sin e come tali dovranno essere bonificati. La demolizione interessa le strutture fuori terra. Sul fronte del risanamento ambientale, invece, sono state completate la caratterizzazione e l’analisi di rischio su cui dovrà pronunciarsi il ministero dell’Ambiente.

Chi conosce la storia dell’Irfid, la società IRI a cui faceva capo lo stabilimento, benedice il giorno in cui si è deciso di non avviare l’impianto. Smantellare i macchinari e venderli all’estero. Quel processo avrebbe avuto un forte impatto ambientale. Un carico inquinante in meno per una città che sconta il peso di oltre un secolo di siderurgia. Dagli anni Ottanta di fatto è rimasto uno scheletro vuoto. Uno dei simboli di quella che a breve sarebbe stata la storia industriale piombinese. Investimenti bruciati. Prospettive naufragate sul nascere. Bonifiche mai fatte. Progetti rimasti sulla carta.

La demolizione in corso sta cancellando un segno della complessità della crisi in cui è precipitata la città. A rilanciare quello che nel tempo si è trasformato in un cimitero industriale, disseminato da impianti abbandonati, nei primi anni Duemila sono state le prospettive di sviluppo del porto di Piombino. Anche quest’ultime costruite con grande fatica e i cui effetti sono ancora da misurare. Eppure, sta in questo la scintilla di un futuro possibile.

I terreni ex Irfid, compresi i fabbricati, nel 2010 vennero acquistati dal Comune di Piombino per circa 7 milioni di euro. A metterli in vendita Fintecna, la società finanziaria del ministero dell’Economia che aveva ereditato il patrimonio immobiliare delle partecipazioni statali. Proprietà a distanza di qualche anno ceduta all’Autorità portuale. A dare un valore a quei 13 ettari non è solo la breve distanza dalle banchine. Da lì passa la ferrovia e il tracciato della bretella, la strada di accesso diretto alle nuove banchine.

LA VIABILITÀ

La bretella, il cui cantiere procede a passo spedito, è un’opera finanziata dall’Autorità portuale con quasi 10 milioni di euro. Nei programmi dovrebbe essere pronta prima dell’estate 2022 e permetterà l’ingresso alla nuova zona nord del porto. Un collegamento diretto alle nuove opere portuali con la viabilità di accesso a Piombino, così da evitare l’attraversamento della città da parte dei mezzi pesanti. La bretella copre un percorso di 1,3 chilometri. Il collegamento servirà come punto di connessione del prolungamento della 398 da Montegemoli al Gagno. —

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