Finiscono con l’auto rubata nel burrone: i ladri “atterrano” sugli alberi e si salvano

Prima il furto a Portoferraio, poi l’incidente spettacolare vicino a Procchio: per miracolo non si fanno nulla e fuggono 

PORTOFERRAIO. Rubata un’automobile a Portoferraio, si sono diretti a tutta velocità verso Marciana Marina. Vicino alla frazione di Procchio, all’incirca al chilometro 8 della provinciale 24, hanno perso il controllo della vettura. La Fiat Punto ha sbattuto sul guard rail per poi carambolare sul muretto che delimita la provinciale. L’impatto è stato violento, l’auto ha sfondato la barriera di protezione ed è precipitata nel burrone. Un volo di almeno cinque metri cui è seguito un “atterraggio” attutito dalla macchia mediterranea. Così i ladri, sfondato il finestrino lato passeggero, sono riusciti a fuggire. «È difficile da credere, ma nell’abitacolo non c’era neanche una traccia di sangue», racconta Moreno Bernotti, sorvegliante stradale della Provincia che per primo ha dato l’allarme per il furto-incidente avvenuto nella notte tra mercoledì e ieri all’isola d’Elba.



«Mi sono accorto che il muretto era stato sfondato mentre mi recavo a lavoro a Portoferraio – prosegue Bernotti –. Poi, quando siamo tornati sul posto con la squadra di operai, mi sono reso conto dell’incidente». L’auto sarebbe finita nel burrone intorno alle 2,30 del mattino. Poco prima è stata rubata a Portoferraio. Un furto senza scasso: il proprietario della Fiat Punto (un autista di mezzi pubblici) aveva lasciato le chiavi inserite nel cruscotto. Un particolare notato dai ladri che hanno messo in moto l’automobile e si sono diretti verso Marciana Marina. Ed evidentemente avevano una gran fretta.



Pur non essendo in atto un inseguimento, i ladri hanno affrontato le curve a tutta velocità e vicino a Procchio sono andati “dritti” in curva. «Il fatto che siano riusciti a uscire dall’abitacolo e allontanarsi dall’auto sa di miracoloso – racconta Bernotti –. Hanno fatto un volo incredibile e devono ringraziare la macchia mediterranea che ha attutito il colpo». L’auto è letteralmente “affondata” tra le piante che hanno fatto da cuscinetto: «Sì – prosegue il dipendente della Provincia –. Quando siamo arrivati la macchina quasi non si vedeva. Poi, mentre la squadra degli operai metteva la segnaletica, ho notato le lamiere nel verde».



Bernotti ha subito raggiunto l’auto temendo vi fossero delle persone. Poi, resosi conto che non c’erano feriti, ha chiamato il carroattrezzi di Ulisse Guiducci (che ha dovuto usare una gru e l’argano per recuperare il mezzo) e i carabinieri che hanno avviato le indagini. Vista la dinamica si propende per una bravata di qualche ragazzino che, trovate le chiavi nel cruscotto, ha deciso di farsi un giro sulla Punto e causato un enorme danno. Non c’è invece alcun collegamento con un altro furto in una villa (poco più di 200 euro in contanti) a poca distanza dal punto dove è avvenuto l’incidente stradale. —

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