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Liberty Magona, il governo tace «Ma ci sono gruppi interessati»

I sindacalisti ieri mattina davati al Municipio

Fim, Fiom, Uilm e Ferrari si sono detti a conoscenza dell’attenzione da parte di azienda italiane e straniere. «Ma il ministero si deve muovere»

PIOMBINO. Le segreterie di Fim, Fiom, Uilm e le rsu di Magona, ieri mattina hanno incontrato il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore al Lavoro Sabrina Nigro, mentre davanti al municipio è stato organizzato un presidio con alcuni lavoratori Magona a cui hanno portato solidarietà i coordinatori rsu di Jsw.

Mentre i lavoratori Magona sono in cassa integrazione dopo il tracollo di Greensill Bank, specializzata nel finanziamento delle catene di fornitura, che sosteneva le attività di Sanjeev Gupta, ufficialmente ancora impegnato a trovare nuovi finanziatori, i sindacati hanno chiesto a Ferrari e Nigro «un rapido intervento dell’amministrazione comunale per attivare il tavolo col ministero già richiesto dalle segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm».


Se su Jsw sembra davvero essersi perso il filo del rapporto col Governo che doveva preludere a un interveno dello Stato nel capitale, dai sindacati viene comunque giudicata «inspiegabile questa disattenzione da parte del ministero sulla vertenza Magona». Fim, Fiom e Uilm infatti hanno riferito che al contrario «i governi belga e lussemburghese si stanno attivando con n prestito per la gestione degli stabilimenti di Liegi e Dudelange, in cambio dell’obbligo di attivarsi per cedere i due stabilimenti e metterli in sicurezza. Questo riteniamo sia il modo di fare politica industriale da parte di un governo serio e competente».

Queste sono le ragioni per le quali secondo i sindacati la prima cosa che dovrebbe fare il governo «è garantire la continuità produttiva per salvaguardare il mercato e i clienti che sono il bene principale dello stabilimento, facendo pressione sul gruppo Arcelor Mittal con cui il governo italiano sta gestendo le Acciaierie d’Italia, evitando che speculino sulle difficoltà dello stabilimento italiano della Liberty».

In questo quadro fosco però sia sindacati che Amministrazione si sono detti a conoscenza, secondo quanto sostengono Fim, Fiom e Uilm, «dell’interesse che stanno manifestando per la Magona vari gruppi italiani e stranieri, su cui occorre che il Governo faccia una serie di verifiche».

Le segreterie sindacali hanno chiesto anche un incontro al prefetto Paolo D’Attilio e al presidente Eugenio Giani per invitarli «ad agire affinché il governo dia la necessaria attenzione a questa vertenza toscana», pronte in caso contrario ad attivarsi «per un coordinamento della siderurgia. E saranno i lavoratori della Liberty Magona ad andare a manifestare la propria rabbia a Roma».

La preoccupazione è dunque legata al fatto che «a Piombino rischia di saltare il tessuto industriale e di conseguenza è sempre più a rischio la tenuta sociale del comprensorio», come è testimoniato dal fatto che «che in tre settimane sono già tre le manifestazioni e i presidi sotto le porte del Palazzo comunale. Dimostreremo – concludono Fim, Fiom e Uilm – che non siamo disposti a subire ancora a lungo l’indecisione della politica nazionale». —

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