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Addio Massimo, edicolante dal cuore d'oro

Città  nello sconforto per la morte di Giovani, commerciante di via Petrarca: "Ci mancheranno le tue battute e la gentilezza"

PIOMBINO.  Chi entrava nella sua edicola usciva il più delle volte con Il Tirreno sotto braccio e con un sorriso stampato in faccia. Sì, perché Massimo Giovani aveva sempre la battuta pronta. La parola al momento giusto per tutti i suoi clienti. È per questo motivo che la sua morte, avvenuta lunedì sera, è stata un duro colpo per i tanti piombinesi che lo conoscevano.

Giovani aveva 55 anni, era il giornalaio di via Petrarca. Quel posto dietro il banco completamente coperto di giornali era il suo habitat naturale. Il lavoro che prima avevano svolto i suoi genitori e che poi, fin dai primi anni Novanta, ha ereditato dopo un periodo trascorso da operaio della Magona. Suveretano, abitava da anni a Piombino. Sorriso tagliente, gentilezza innata e tanta ironia. Erano gli ingredienti che Massimo sapeva dosare, come un grande cuoco, per alleggerire le situazioni quando occorreva, per sdrammatizzare i problemi quando qualcuno glieli poneva. Era molto conosciuto in città, apprezzato sia per il lavoro che svolgeva, sia per le qualità umane che possedeva.

Sono tanti i piombinesi che hanno qualche ricordo condiviso con lui. Come quando, tornato da Torino dove i genitori si erano trasferiti alcuni anni per lavoro, Giovani aveva calzato le scarpe da calcio e indossato la maglia nerazzurra, giocando per anni nelle giovanili del Piombino. Giocava bene, col pallone ci sapeva andare.
Da grande quello che aveva imparato al campo sportivo da ragazzo ha provato per qualche anno a tramandarlo ai bambini del settore giovanile del Salivoli. A Piombino Massimo Giovani è cresciuto a contatto con tanti ragazzi della città che poi sono diventati adulti con lui.

C’è chi se lo ricorda nel gruppo dei “Vitelli” – così si facevano chiamare da ragazzi ricordando il film di Fellini – con gli amici inseparabili Davide Leonelli, Maurizio Orlandini e Daniele Bucciarelli, a girare il Joys e le altre discoteche della zona. «Eravamo giovani e senza pensieri – ricorda commosso Davide Leonelli, suo compagno di ragioneria – Abbiamo condiviso l’infanzia e anche la nostra gioventù. Quanti ricordi, potrei scrivere un libro di aneddoti su quante ne abbiamo passate assieme a Piombino, a Follonica, al Tartana. Massimo era sempre sorridente e con la battuta pronta. Lo voglio salutare a modo nostro, come facevamo ogni volta che ci incontravamo in edicola. Adesso farà sorridere gli angeli in paradiso perché sarà lassù con loro». «Quante ne abbiamo passate insieme – lo ha ricordato su Facebook Daniele Bucciarelli – se ne va un pezzo della nostra gioventù. È stato una persona speciale. Ciao “vitello”».

Inutile girarci intorno, Massimo Giovani a Piombino era un personaggio. Ed è per questo che, fin dalle prime ore di ieri, la notizia della morte dell’edicolante di via Petrarca si è diffusa in città. Tanto il dispiacere tra gli amici, numerosi i messaggi di cordoglio inviati, in particolare sui social.

«Non eravamo amici nel vero senso della parola, ma ci conoscevamo da una vita. Avevamo un profondo rispetto uno nei confronti dell’altro – scrive Gianni Giuliani – Da sempre. Ricordo benissimo la sua cordialità. Con tutti. E la sua irriverenza. Una irriverenza pungente. Sempre esplicita, ma mai volgare. Mai offensiva. E mi ricordo bene anche le sue “micidiali” battute».

«Me lo ricorderò ragazzo al Magona con una borsa piena di sogni, come la mia – aggiunge Gianni Anselmi – O al parcheggio di via Roma, come l’ultima volta, a scambiare battute come ai vecchi tempi, lui con il suo cane, io reduce dall’ultima riunione. Un altro pezzo della mia generazione che mancherà a tutti». «Eravamo amici da una vita, ci siamo visti due giorni fa – racconta Loris Marchettini – abbiamo fatto due chiacchiere sulla Fiorentina (sua grande passione ndr), due risate: non trovo altre parole da aggiungere. Ciao Massimo, non ti scorderò mai».

«Ti voglio ricordare così – scrive Vanessa Bonacci, altro amico dell’edicolante di via Petrarca – un sorriso che illuminava anche la giornata più brutta, la battuta sempre pronta. Non aggiungo altro, ti conoscevamo tutti. Ciao Massimo, tu sì che eri un grande amico. Un abbraccio immenso alla famiglia, tanto ti ritrovo» .

La morte di Massimo Giovani ha gettato nello sconforto i suoi familiari e tanti amici e conoscenti che gli volevano bene. Da tempo il giornalaio aveva perso il padre Dino, poche settimane fa era morta la mamma Gabriella. La salma di Massimo è da ieri al cimitero di Piombino, in attesa che sia comunicata la data e l’orario del funerale. Davanti all’edicola di via Petrarca, con la serranda abbassata, fin da ieri mattina c’è chi ha portato dei fiori. Un modo per partecipare al dolore della famiglia, per salutare con una carezza l’amico che non c’è più. –
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