Viaggio nei sorrisi dei bambini: “Casa Matteo”, oasi dalla guerra

L’orfanotrofio “Casa Matteo” a Gorom Gorom, Burkina Faso (foto Movimento Shalom)

Il 19 giugno al Rivellino i sostenitori del progetto. A fare da cornice gli scatti di Pino Bertelli

PIOMBINO.  Là dove nonostante tutto, nonostante la guerra, i bambini ancora sorridono. L’incontro di sabato 19 giugno (dalle 17,30) al Rivellino sarà come un viaggio ideale a “Casa Matteo” struttura che aiuta bambini e mamme a Gorom Gorom, nel nord del Burkina Faso. Una mostra fotografica di Pino Bertelli da cornice.
Ci saranno il presidente del Movimento Shalom Vieri Martini, il giornalista Sandro Cappelletto che leggerà alcuni testi. Lia Burgalassi, l’ostetrica di Cecina che ha formato le suore della sala parto. Più testimonianze di chi ha dato sostegno sin dal principio: l’amministrazione di Piombino con l’ex sindaco Luciano Guerrieri e l’attuale vice sindaco Giuliano Parodi e Unicoop Tirreno.
In regia il Movimento Shalom Onlus per il progetto “Casa Matteo”, non solo orfanotrofio, che oltre alla realizzazione l’ha seguito nella gestione.


Tra festa e necessità organizzativa l’idea di rivedersi, magari con l’intento di esaminare insieme la difficile situazione di oggi, “ri-coinvolgendo” quanti firmarono il protocollo d’intesa accompagnando la nascita dell’esperienza. Ma proprio la famiglia ha scelto la data del 19 giugno, giorno della drammatica scomparsa di Matteo nel 2001, tragedia che poi è riuscita a “trasformarsi” in un’iniziativa umanitaria in grado di dare assistenza e possibile futuro a un’infinità di bambini nati in uno dei Paesi più poveri al mondo. «Sono trascorsi 10 anni dall’evento che sancì la piena autonomia di questo centro di eccellenza, che venne celebrata al Castello nel 2011 – ricorda Valter Ulivieri, babbo di Matteo –. Adesso il Movimento Shalom ha voluto cogliere la ricorrenza – afferma – proprio per fare il punto sul progetto. In questi 10 anni gli eventi che hanno caratterizzato quel territorio non hanno consentito di proseguire nel percorso di autonomia economica trovata con le entrate dell’Hotel le Dune, l’ostello di Gorom Gorom che finanziava la gestione di “Casa Matteo” con introiti di circa 25mila euro l’anno. Necessario provvedere al mantenimento delle strutture e soprattutto dell’orfanatrofio – aggiunge Ulivieri – con il supporto esterno, ma non si può andare avanti con la carità. Anche perché “Casa Matteo” resta un centro di eccellenza, un esempio di una cooperazione internazionale auto-sostenibile, un punto di riferimento per tutta la provincia dell’Oudalan in Burkina Faso e per i territori confinanti del Niger e del Mali, risorsa per l’economia locale e, in qualche modo, protetta proprio per la garanzia di aiuti che assicura a tutti».


«Oggi– si spiega dal Movimento Shalom– alla già grave situazione dovuta alla crisi del Mali si aggiunge il peggioramento della sicurezza in tutta la zona per gli attacchi terroristici. Poprio per il deterioramento delle condizioni di sicurezza, il 31 dicembre 2018 le autorità del Burkina Faso hanno decretato lo stato di emergenza, prorogato fino al 12 gennaio 2020. La situazione ha fatto regredire tutti gli elementi di sviluppo che in questi anni si erano verificati, inoltre il flusso di turisti, che portava all’Hotel delle Dune fino a 3500 presenze l’anno, garantendo così il sostentamento delle altre strutture, è interrotto per ragioni di sicurezza, e l’Hotel non riesce più a soddisfare le esigenze».
Dieci anni dal gemellaggio tra Piombino e Gorom Gorom, dove l’orfanotrofio “Casa Matteo” ( “Baade Sukabe”, la corte dei bambini): accoglie circa 30 piccoli. E l’infermeria / poliambulatorio e dispensario copre circa 1500 interventi ambulatoriali all’anno diventando centro di distribuzione e coordinamento degli aiuti per la lotta alla malnutrizione del Piano alimentare mondiale. La sala parto e centro maternità? Segue circa 500 le donne durante la gravidanza e il parto.
Da non perdere l’incontro di sabato. Per dare una mano? Subito, basta un click, dalla pagina social di Shalom. –