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Un viaggio all’estero e una recita scolastica. Ecco il perché dei casi di Covid a Capoliveri

Un tampone

Otto contagi e materna chiusa: il tracciamento svela il percorso del virus. Chetoni: «La situazione ora è sotto controllo»

CAPOLIVERI. Da una parte il virus che “sbarca” nell’isola dopo un viaggio all’estero. Dall’altra il contagio che si propaga nello “scoglio” a causa del mancato rispetto delle norme di contenimento. È lo scenario più temuto all’Elba in questa fase dell’emergenza coronavirus e in vista della stagione turistica. Il pericolo è quello di scatenare la “tempesta perfetta”. E tale rischiava di essere quanto sta accadendo in questi giorni a Capoliveri. Qui, secondo i dati del bollettino dell’Asl Toscana nord-ovest, da mercoledì scorso si sono registrati otto casi di Covid-19. Almeno altre 30 persone sono invece in quarantena in attesa del risultato del tampone. E la scuola materna “Don Michele Albertolli” è chiusa.

Perché? In base a quanto appreso da Il Tirreno, il tracciamento dei casi ha stabilito che tutto è cominciato dal viaggio all’estero di una famiglia. È probabilmente durante questo soggiorno che vengono in contatto col coronavirus e sono contagiati. Una volta rientrati nell’isola, il figlio (asintomatico) riprende a frequentare la scuola materna. Ed è qui che il virus trova terreno fertile per dilagare anche perché non tutte le regole vengono rispettate. In particolare sotto accusa ci sarebbe una festa, o meglio una recita scolastica, non autorizzata. Fatto sta che è quello il punto a cui porta il tracciamento degli otto contagi riscontrati. Ed è sempre a quell’episodio che sono collegati i circa 30 tamponi di cui si attende l’esito. Intanto la scuola resta chiusa fino a lunedì, mentre le lezioni nella classe del bimbo riprenderanno il 14 giugno.


«Al momento i casi sono circoscritti e siamo in presenza di cluster famigliari», spiega Fabio Chetoni. Il responsabile elbano dell’Asl sottolinea che «la situazione è sotto controllo» e che tutto lascia pensare che «nel giro di sette giorni i rischi saranno un ricordo». Tuttavia quanto sta accadendo a Capoliveri è l’occasione per rilanciare un appello: «Non dobbiamo allarmarci ma serve la massima attenzione: i vaccini evitano malattie severe, ospedalizzazioni e morte ma non rendono immuni. Continuiamo a rispettare sempre le regole». —

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