I pediatri sono pronti a scendere in campo: vaccini in ambulatorio per gli over 12

Intanto da lunedì prenotazioni aperte per la fascia tra i 29 e i 16 anni, si comincia con i nati nel 1992 e nel 1993 

PIOMBINO. L’80% dei pediatri toscani vaccina già da anni i propri piccoli assistiti. Il meccanismo è rodato ed è pronto a scattare anche per la prevenzione Covid ora che Pzifer é stato approvato da Aifa per la fascia tra i 12 e i 15 anni, accogliendo il parere dell’Agenzia europea dei medicinali.

La data d’inizio della campagna per i più giovani non è nota. L’intesa definitiva tra la Federazione toscana e la Regione non c’è ancora. Da lunedì, invece, potranno iniziare a prenotare i ragazzi tra i 29 e i 16 anni in questo ordine: per primi i nati nel 1992-1993, martedì toccherà al biennio 1994-1995, e via di seguito fino al 12 giugno, quando l’agenda si aprirà per i nati negli anni 2003-2004-2005.


Per i più piccoli, intanto, c’è la disponibilità dei pediatri e c’è l’obiettivo dichiarato: arrivare al nuovo anno scolastico con il maggior numero di vaccinazioni eseguite, lasciando la Dad fuori dai cancelli. La dottoressa Vincenza Campana parla di una scelta sensata, nel solco di quanto già avviene nel suo ambulatorio di Venturina e in quelli della maggior parte dei colleghi.

«Conosciamo i nostri bambini, siamo abituati a trasmettere messaggi e informazioni. I nostri studi sono già adeguati, con personale e attrezzature», afferma la pediatra. Che trova utilissimo cominciare appena possibile. «I dati sull’efficacia e sulla sicurezza sono molto buoni. Vaccinare – dice – sarà vantaggioso verso il singolo bimbo, che potrà riprendere una vita sociale normale. Contribuirà anche, però, a mettere la scuola in sicurezza».

Il medico ricorda che i bambini da sempre sono protagonisti nella trasmissione di malattie nella famiglia e, quindi, socialmente sono significativi. «La vaccinazione è di massima utilità anche per questo. Perché - prosegue - se è vero che i più piccoli hanno problemi più lievi degli adulti rispetto al Covid, spesso sono asintomatici e, di conseguenza, il rischio di contagiare altri è più subdolo e più serio. Solo il vaccino può modificare in meglio le cose. Il nodo da chiarire riguarda la disponibilità del farmaco e il metodo di fornitura».

Sull’utilità della campagna vaccinale pure per i più giovani concorda in pieno il dottor Paolo Corsini. «In alcuni ambienti si parla già di portare l’età dai sei anni in poi, vediamo. Ho una nipote e – dice - appena avrà l’età giusta, sarà vaccinata».

Pediatra a Piombino per oltre quarant’anni, da un paio in pensione Corsini è ancora disponibile, se la burocrazia finalmente glielo permetterà, di fare il medico vaccinatore volontario come aveva anticipato.

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