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Elba, la nuova pista dell’aeroporto è un mistero. Enac: «Non ci sono progetti di Alatoscana»

L’aviazione civile, sollecitata dal sindaco di Campo, svela: «Non risulta formalizzato nessuno studio di prefattibilità»

CAMPO NELL'ELBA. «Non è stato formalizzato nessun progetto per il prolungamento della pista dell’aeroporto di Marina di Campo. È questa è la prova»: Davide Montauti pronuncia questa frase mentre estrae da una cartella blu una lettera. È datata 14 maggio 2021 e le è stato assegnato dal registro di protocollo del Comune di Campo nell’Elba il numero 6113. A scriverla è stata Claudio Eminente, direttore centrale di Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile). Si tratta di una risposta a una missiva del 2 aprile 2021 con cui il sindaco campese chiede «chiarimenti sullo studio di fattibilità redatto da la società di gestione Alatoscana spa» per allungare la pista dello scalo elbano. La risposta del dirigente Enac non lascia spazio a dubbi: a Roma non sanno nulla del progetto che tante polemiche sta sollevando nell’isola.

Non che il progetto non esista. Ne possiede una copia anche Montauti che però sottolinea come «non sia stato mai formalizzato all’amministrazione di Campo nell’Elba». È intitolato “Studio di prefattibilità di allungamento della pista di volo 16/34” e risale al 30 di aprile del 2020. Il committente è Alatoscana nelle persone dell’amministratore unico Claudio Boccardo e del manager Vincenzo Capalbo. A firmarlo sono Alessandro Panattoni per gli aspetti urbanistici e Maurizio Crispino (professore ordinario di strade, ferrovie e aeroporti nel Politecnico di Milano) per gli aspetti aeronautici. Nell’intestazione sul frontespizio sono presenti il logo della società di gestione dell’aeroporto di Marina di Campo e quello dell’Enac.


«Ho scritto all’Aviazione civile proprio per la presenza del loro logo nel documento – rivela Montauti –. È l’ente preposto alla valutazione dei piani di sviluppo o di ottimizzazione delle infrastrutture aeroportuali e mi sono detto: se sono citati potranno darci qualche spiegazione in più». In realtà l’Enac non può dare risposte perché lo studio non è stato formalizzato neanche a loro.

E non solo.

Nella lettera di risposta al sindaco campese, Eminente sottolinea come siano necessari altri passaggi prima ancora di poter prendere in considerazione l’eventuale progetto di prolungamento della pista. In particolare è necessario che sia redatto il così detto “Piano del rischio” ossia lo strumento che contiene «le indicazioni per il contenimento dell’esposizione al rischio nelle diverse aree di tutela – scrive il dirigente romano –. In carenza di adozione del piano non possono essere autorizzate nuove opere e attività nelle aree».

Questo piano però non esiste. «Infatti non è ancora pronto», conferma Montauti che poi sembra quasi giustificarsi e allontanare da se l’accusa di voler boicottare l’ingrandimento dell’aeroporto: «Sono un architetto e non sono contrario a priori alle infrastrutture. Non a caso abbiamo già provveduto ad affidarlo a un esperto del settore (il docente ordinario di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa Massimo Losa, ndr). Al momento si sta completando la prima fase, vale a dire la mappatura dell’area, in seguito saranno elaborati i contenuti e presentati all’Enac».

Ma perché Alatoscana ha realizzato un progetto di fattibilità che però non ha formalizzato all’Enac, mentre non ha ancora preteso dal comune di Campo nell’Elba il Piano del rischio che è lo strumento senza il quale non può essere fatto nessuno studio? Negli ultimi giorni tanti hanno polemizzato sull’ingrandimento della pista. Legambiente si è detta contro, Alatoscana l’ha difeso sostenuta dalla fondazione Isola d’Elba. Eppure, eccetto Montauti, nessuno ha citato questo documento a cui, alla fine, è legato il destino non solo dell’aeroporto ma di tante altre attività campesi. «Devo sapere se, allungando la pista, la gente può stare o meno in spiaggia o se i camping sono in regola – chiosa il sindaco –. Prima di dichiararsi favorevoli o contrari a qualsiasi tipo di progetto, dobbiamo parlare di questo non del nulla come si è fatto fino a questo momento». —

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