A Piombino ristoranti di nuovo pieni, solo all’aperto: «E allora fateci apparecchiare più tavoli»

Il Comune studia le misure per aiutare le attività: intanto sono arrivate altre otto domande per estendere il suolo pubblico

PIOMBINO. «Se non si può stare dentro, allora dateci più spazio per apparecchiare all’aperto». Lo scorso anno la ricetta ha funzionato e almeno è servita ad ammortizzare il ceffone che il Covid ha comunque assestato sui bar e i ristoranti della città.

Per questo motivo i titolari delle attività del centro storico e del resto della città sperano che il copione seguito lo scorso anno possa essere ribattuto anche nella prossima stagione. L’amministrazione comunale di Piombino, con una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, aveva prorogato a settembre il pagamento dell’ex Tosap (suolo pubblico) per i titolari delle attività con lo spazio all’aperto. Ma ben presto la delibera è stata superata dal governo che, per venire incontro agli esercenti in difficoltà, con il Decreto Sostegni bis ha prorogato al 31 dicembre del canone unico (ex Tosap). Ma quello che vuole la maggior parte dei titolari di bar e ristoranti è ottenere degli spazi in più. Lo scorso anno il Comune ha concesso spazi in più a chi già aveva tavoli all’aperto, e - quando ha potuto - ha dato la possibilità di apparecchiare fuori a chi non aveva spazi all’esterno. L’ultimo ristorante in ordine di tempo ad aver messo i tavoli fuori è il Garibaldi Innamorato in via Garibaldi che mai prima di quest’anno aveva utilizzato spazi all’aperto. «Abbiamo altre otto domande in fase di approvazione che saranno valutate dalla nostra commissione tecnica questa settimana - fa sapere l’assessora al commercio Sabrina Nigro - i tecnici valutano se vi sono le condizioni per poter concedere lo spazio. Già lo scorso anno siamo stati aperti a questo tipo di richieste per venire incontro agli esercenti. Lo faremo anche per la prossima stagione». Il suolo pubblico, dunque è una leva che il Comune intende utilizzare ancora per agevolare il lavoro delle attività di ristorazione e dei locali della città. Non l’unica. «Stiamo lavorando a un pacchetto di misure a agevolazioni per aiutare le imprese. La strada tracciata è quella dello scorso anno, ma stiamo valutando anche altre misure che metteremo a punto», dice Nigro. Se l’amministrazione valuta, nel centro storico i locali lavorano, ma solo all’aperto. Il sole aiuta e i tavoli dei ristoranti sono abbastanza pieni. «Lo scorso anno ho chiesto di potermi allargare e farò domanda anche quest’anno - racconta Sandro Cioni, titolare dei ristoranti "Al Buco Giusto" e "Buco del Ghiotto" in corso Vittorio Emanuele - sono convinto che anche l’amministrazione verrà incontro alle nostre esigenze, come hanno già fatto».

Franco Bellatalla è il titolare del Big Ben, pub in corsoaVittorio Emanuele. «Lo scorso anno ci hanno dato la possibilità di mettere più tavoli, anche fuori dalla nostra solita area - racconta - non so come si stia muovendo l’amministrazione, ma spero si possa fare anche quest’anno». Marco Fusi, del ristorante Mamma Carla ha i tavoli quasi pieni. Averne un po’ di più da apparecchiare non sarebbe una cosa sgradita. «Farò domanda anche quest’anno, come ho fatto la scorsa estate», dice mentre è dietro il bancone. Francesco Ricciardi, titolare del Peccato, spera in qualche altra mossa da parte del Comune: «Una cosa che abbiamo chiesto in più è un intervento sull’Imu dei proprietari dei fondi, in modo che possano rinegoziare i canoni di affitto con i titolari delle attività - dice - Intanto aspettiamo che il Comune ufficializzi la conferma della manovra del 2020». --© RIPRODUZIONE RISERVATA