Come l’Araba Fenice è rinata la sezione dei Veterani sportivi

Fanio Paoli è il nuovo presidente e nel direttivo sono rappresentate numerose discipline sportive

PIOMBINO. Come l’Araba Fenice risorge dalle proprie ceneri, allo stesso modo la sezione piombinese dei Veterani dello sport, intitolata a Ferdinando Agroppi, è tornata in vita a fine aprile con la composizione del nuovo consiglio direttivo che, da una parte si riallaccia ai valori trasmessi da sempre dall’Unvs, rivoluzionandone – dall’altra – la struttura. Se dal 1972, anno della nascita della sezione di Piombino, si erano avvicendati alla guida dell’associazione personaggi storici come Dino Nassi, Bruno Mochi, Evo Lorenzelli, e via dicendo, tutti provenienti da una mono disciplina quale il calcio, adesso la distribuzione delle cariche del consiglio presenta un carattere di multi-disciplinarità. Il nuovo presidente, Fabio Paoli, è stato campione italiano e campione mondiale master di vela, oltre che a lungo presidente del centro velico. Il vice presidente è Federica Ciaffarafà (pattinaggio), mentre i componenti del consiglio sono Sergio Filacanapa (basket), Paolo Iacopucci (calcio), Edo Marchionni (calcio). Il segretario è Silvana Moschini (tennis e volley), il revisore dei conti è Mauro Galletti (atletica). L’ufficialità della (ri)nascita della sezione piombinese dei Veterani sportivi è avvenuta in Comune, quando tutto il direttivo ha simbolicamente consegnato la sezione al sindaco Francesco Ferrari, al quale è stata data la tessera associativa numero uno di socio onorario.

LA RINASCITA


A svolgere il ruolo di traghettatore per la nuova sezione piombinese dei veterani dello Sport è stato Claudio Bianchi, fiduciario dell’area Val di Cornia ed Elba del Coni, in questo caso incaricato come socio dei veterani, dalla presidente nazionale Unvs, Francesca Bardelli, per la formazione del nuovo direttivo. «E lì è finito il mio compito – afferma Bianchi – Resta chiara la mia disponibilità a dare una mano, ma sarà compito del nuovo presidente, Paoli, quello di sviluppare le attività della sezione. Sottolineo, però, l’importanza di una rappresentanza in consiglio che passa da una mono disciplina a una partecipazione di più discipline. Un fatto di rilievo che si unisce a un’altra novità, quella della presenza di due donne nel direttivo. Il prossimo anno la sezione dei Veterani dello sport farà messo secolo. La sua funzione è di essere al servizio del mondo sportivo. Cioè, essere al servizio di tutte le associazioni sportive presenti sul territorio, che possono riguardare le federazioni, gli enti di promozione, le discipline sportive associate».

L’ATTIVITÀ

L’associazione benemerita dei veterani, riconosciuta dal Coni, ha funzione di mettersi al servizio delle associazioni sportive per gli eventi che queste vanno a realizzare – prosegue Bianchi – «Può fare anche attività diretta, ma generalmente il supporto si concretizza con dei riconoscimenti. Faccio un esempio: il mese prossimo ci saranno i campionati di nuoto in acque libere. Ecco, quella sarà l’occasione d’esordio per il nuovo direttivo. In quel caso la nostra collaborazione sarà sia sulle risorse umane che nella consegna di targhe e coppe. Un apporto, quindi, di presenza, in virtù dell’esperienza del direttivo messo al servizio di chi ne ha bisogno. I veterani s’impegnano a portare avanti il valore dello stare insieme, dello scambio, della socializzazione».

IL PRESIDENTE

«Nonno Leone aveva la terza elementare, aveva fatto la prima guerra, e vissuto venti anni di fascismo – le parole di Fabio Paoli, neo-presidente dell’Unvs territoriale (con sede in piazza Cappelletti, piombino.unvs@libero.it) – Aveva imparato tante cose dalla vita vissuta, e io da lui. Mio nonno correva in barca in vela, ai tempi di Piero della Monica. Mi diceva sempre che avrei dovuto imparare anch’io. E così ho fatto. A undici anni mi mandarono in barca a vela, ai tempi in cui si doveva essere maggiorenni per farlo. Dallo sport io ho imparato tante cose. E ho capito il suo reale valore. Così, quando sono stato chiamato per il direttivo, ho accettato l’incarico, quasi per riconoscenza nei confronti di mio nonno, sentendo il dovere di trasmettere quel valore ai ragazzi, come ai genitori e agli adulti. Al di là delle differenze, ogni sport dà un contributo grandissimo a quella che poi è la vita. Lo sport è importante a tutte le età». —