«Andremo avanti, servono risposte». Il sindaco e le ragioni della protesta a Villamarina

Messe sotto accusa la condotta e il prolungato silenzio dell’assessore regionale alla Sanità. Nell’elenco dei reparti in sofferenza Nefrologia e dialisi, Radiologia, Ortopedia e Cardiologia

PIOMBINO. «Andremo avanti finché non arriveranno risposte certe, cronoprogrammi e riaperture dei servizi essenziali». Al centesimo giorno di presidio all’ingresso di Villamarina il sindaco di Piombino Francesco Ferrari rilancia la protesta. Al di là degli impegni dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest e dell’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini la costanza con cui cittadini ed esponenti della maggioranza si alternano all’ingresso dell’ospedale trova nella realtà più di una ragione.

La situazione

Il reparto di Nefrologia e dialisi rischia di chiudere, da luglio rimarrà in servizio un solo medico. E lo stesso vale per Radiologia, da mesi sotto organico, che allo stato attuale dovrà predisporre il blocco delle prestazioni radiologiche principali come ecografie, Tac e risonanza magnetica per i pazienti esterni. E ancora le tempistiche particolarmente lunghe per le visite specialistiche, che finiscono con il favorire il ricorso al sistema privato. Il Punto nascita è chiuso da giugno 2019, con tutto quello che il fermo si è trascinato via in termini di servizi dedicati all’area materno infantile.

Nelle stanze del reparto dove un tempo si nasceva in questi mesi, in scia alla riorganizzazione per fronteggiare l’emergenza Covid-19, è stato attrezzato l’ospedale di comunità. Restano un punto interrogativo anche i primariati di Cardiologia e Ortopedia. L’unico reparto che fa eccezione è Chirurgia. Lo stato di salute dell’ospedale di Piombino, a cui fa capo tutta la Val di Cornia, è di malato grave. E la cura della messa in rete con quello di Cecina ad oggi non ha prodotto miglioramenti apprezzabili. Sullo sfondo restano i progetti più volte annunciati. Su tutti il trasferimento e la riorganizzazione del Pronto soccorso. In cifre: 5,7 milioni di euro. Altri 530mila euro sono stati indicati dall’Azienda sanitaria per la ristrutturazione del Servizio psichiatrico con posti letto dedicati, che dovrebbe essere fatta entro quest’anno.

Le voci
Sulle scale di Villamarina c’è solo il sindaco di Piombino. Assenti i rappresentanti degli altri comuni della Val di Cornia. Del resto, al presidio nei cento giorni si è presentata solo la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini. Al suo fianco la giunta comunale, consiglieri di maggioranza, cittadini di varie estrazioni. Una cinquantina in tutto per il giorno 100 del presidio. A condizionare è anche l’orario della protesta: mezzogiorno. A dare sostegno sono il deputato della Lega Manfredi Potenti e il consigliere regionale del suo stesso partito Marco Landi, che annuncia: «A breve la commissione Sanità regionale dovrà esaminare una mia mozione sulla riapertura del Punto nascita. Il ministero della Salute ha messo nero su bianco che la Regione può decidere di riaprirlo. Si vedrà allora chi è a favore del mantenimento del presidio e chi invece opera per una sua chiusura». Una sponda anche dalla coordinatrice provinciale di Forza Italia Chiara Tenerini: «Rivendichiamo il diritto di avere risposte concrete. Alla cittadinanza si deve dire la verità, anche su Pediatria che tutto fa pensare ci sia l’intenzione di smantellare».

Il bilancio
A tirare le fila è il sindaco Ferrari. Sottolinea tre stati d’animo: rabbia, delusione e imbarazzo. E lo fa evocando più di una volta l’assessore regionale Bezzini. «Non possiamo non provare rabbia e sgomento per il comportamento di un assessore regionale che, di fatto, si è sottratto scientemente al confronto con una comunità che chiede legittimamente risposte – sottolinea –. A quella preoccupazione, diffusa e profonda, Bezzini ha risposto col silenzio: trovo perciò imbarazzante che un esponente delle istituzioni non si faccia portavoce di un allarme lanciato da quei concittadini che egli ha l’onore e l’onere di rappresentare. Provo imbarazzo per lui e per la politica che rappresenta, fatta di decenni di proclami a cui non è mai seguito nulla di concreto».

Sullo sfondo della protesta resta avvolto dalla nebbia il progetto pilota per l’ospedale unico di Cecina e Piombino, annunciato da Bezzini e tratteggiato dalla direttrice generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest Maria Letizia Casani. «Desideriamo conoscere le specifiche di quello che dovrebbe essere il Centro di procreazione assistita – sostiene il sindaco Francesco Ferrari –. Vogliamo avere delucidazioni sugli ambulatori per l’infertilità maschile e ragguagli sulla riattivazione del Punto nascita, per conoscerne tempistiche e investimenti. Vogliamo avere notizie precise riguardo il potenziamento dei servizi essenziali e il trattamento della patologie tempo dipendenti. Vogliamo sapere cosa comporti avere un’unica equipe itinerante tra i due ospedali di Cecina e Piombino e conoscere i tempi di realizzazione del pronto soccorso».

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