Tor del sale, occupazione abusiva della banchina: sigilli alle attrezzature

Occupazione abusiva sulla banchina all’ex centrale Enel. Sul posto polizia provinciale e militari della guardia costiera

PIOMBINO. Pancali. Corde. Reti delle gabbie per l’allevamento in mare aperto. Serbatoi e altro materiale. Tutto è avvolto nel nastro bianco e rosso. Sulla banchina del porto dell’ex centrale Enel a Tor del sale si presentano gli agenti della Polizia provinciale e i militari della Guardia costiera. Operazione congiunta per mettere fine all’occupazione abusiva di aree del demanio marittimo.

Il provvedimento a carico di due società di itticoltura che hanno in concessione l’ormeggio è stato convalidato dal tribunale di Livorno. In pratica, per consentire di operare in mare e gestire le attività nel porticciolo dell’ex centrale Enel è stato concesso di poter ormeggiare le imbarcazioni, ma niente di più. Invece, stando agli inquirenti vuoi per l’abitudine che per semplificare le operazioni quotidiane sulla banchina ha preso forma una sorta di magazzino a cielo aperto. A dare la dimensione è l’estensione dell’area interessata dal sequestro: circa 500 metri quadrati. Tutto il materiale che si trova sulle banchine, come i pancali che servono per lo scarico e il trasferimento del pescato, non potrà essere utilizzato a meno di ottenere da parte delle due società la restituzione o un provvedimento di dissequestro. Di fatto, al di là dell’impossibilità di servirsi delle banchine è l’indisponibilità del materiale sequestrato a rischiare di causare difficoltà operative alle due aziende. Chi ha assistito all’operazione delle forze dell’ordine racconta di una decina tra agenti della Provinciale e militari della Guardia costiera muoversi sulle banchine per avvolgere tutto il materiale nel nastro bianco e rosso e apporre il provvedimento di sequestro disposto dalla Procura di Livorno.


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