Vandali scatenati all’asilo nido comunale di Venturina Terme: vetri rotti, distrutta l’aula all’aperto

Forzate le reti d’ingresso, qualcuno invoca le ronde. La sindaca Ticciati: violenza ingiustificata, serve un contributo di tutta la comunità

VENTURINA. Distrutta l’aula all’aperto di una sezione della materna e una finestra della cucina del nido comunale. È successo quasi sicuramente nella tarda serata di domenica o nella notte. L’ennesimo atto vandalico che lascia amareggiati. Rovinata l’area recintata che l’amministrazione comunale ha creato, nel parco Altobelli, per i bimbi della sezione Lilla della scuola d’infanzia Arca. Un posto dove i piccoli dai 3 ai 6 anni fanno esperienze didattiche legate al progetto di outdoor education, imparando e giocando a contatto con la natura. C’è chi quello spazio lo ha violato forzando due griglie e accanendosi su tutto quello che c’era. Hanno lanciato e rovesciato pure i vasi di semine realizzate qualche giorno fa. Anche la finestra della cucina del nido comunale è stata rotta con grosse pietre, non si sa se dalle stesse persone, impedendo di poter cucinare il pasto dei bimbi dell’asilo stesso.

Per fortuna, ha spiegato il vicesindaco con delega all’Istruzione, Iacopo Bernardini, il pranzo è stato preparato nella cucina centrale poco distante, senza interrompere il servizio. «Quello che rimane è, però, una grande amarezza – ha commentato su Facebook - perché se danneggiare le strutture pubbliche è riprovevole, lo è ancora di più quando si decide di non fermarsi neanche dinanzi alla struttura deputata a ospitare ed educare i più giovani. L’Amministrazione comunale continuerà a investire sull’istruzione, partendo proprio dai servizi per i più piccoli, nella ferma convinzione che solo attraverso la quotidiana azione pedagogica della scuola si possa ambire a costruire una società migliore». Il post di Bernardini ha scatenato una ampia discussione. Tra i commenti qualcuno (poi cancellandolo) ha invocato le ronde, altri hanno puntato il dito sull’urgenza di maggiori controlli.


Anche la sindaca ha affidato a un post su Facebook la sua amarezza per l’atto vandalico e per la piega presa dalla discussione. «Anziché condannare con fermezza il gesto, stringersi attorno all’Amministrazione comunale che dovrà spendere risorse pubbliche per ripristinare l’ennesimo atto vandalico, interrogarsi su quali strumenti educativi, formativi perfezionare o introdurre – ha scritto Alberta Ticciati - si invocano le ronde, si impreca contro l’Amministrazione perché non mette le telecamere, non realizza nuovi bagni pubblici, come se queste cose potessero anche solo spiegare il perché di tali azioni». Come ha chiarito, le telecamere lì ci sono e potrebbero essere d'aiuto per individuare i responsabili. «Tutto è perfettibile ma niente – ha aggiunto - può giustificare atti di violenza, distruzione, spregio gratuiti come questo e se ogni volta si aggiunge “però è buio”, “sì però non ci sono controlli” sembra proprio di volerli giustificare. Non è vero che i giovani di oggi non sono rispettosi di niente, la maggior parte lo è, poi ce ne sono alcuni che probabilmente seguono l’esempio o gli insegnamenti dei genitori. Quindi per una volta proviamo a interrogarci sulla nostra funzione nella società, come genitori, cittadini, fratelli, sorelle, membri della comunità affinché ciascuno di noi possa dare il proprio contributo per far sì che queste azioni non si verifichino più».

La dirigente scolastica Maria Elena Frongillo auspica che l’episodio serva a richiamare l’attenzione sulla necessità di una maggiore vigilanza sui giardini Altobelli. «Interdette e sopraffatte» le maestre della sezione Lilla. «Siamo così rammaricate – scrivono su Facebook - di vedere come tra i ragazzi ci sia così tanto dolore e così tanta rabbia da non pensare che distruggere le cose che appartengono a dei bambini significa distruggere i loro piccoli sogni, gli stessi che avevano loro da piccoli. Perché non sognate più? Perché non imparate ad amarvi? Qualcuno evidentemente non lo fa come dovrebbe, ma voi avete sicuramente dei talenti e non avete bisogno che qualcuno ve lo dica! Riconoscetelo e coltivatelo! Distruggere quello che incontrate non vi farà sentire meglio. Vi aspettiamo nella nostra sezione pronte ad accogliervi a braccia aperte per riempirvi di quell’accettazione di cui avete bisogno».


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