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Ristoratori in piazza: «Basta coprifuoco, un’ora di apertura in più non ci basta»

Poche decine di persone, complice il maltempo, alla seconda iniziativa di protesta. Ricciardi: non ci fermiamo, vogliamo libertà

PIOMBINO. La sera del Primo maggio è andata in scena la seconda puntata della protesta dei ristoratori contro il coprifuoco. Ma se il 25 aprile l’iniziativa aveva raccolto circa 200 persone, sabato sera – complice il maltempo – in piazza Verdi si sono ritrovate alcune decine di persone.

Del resto se la prima uscita era stata spontanea, autorganizzata, stavolta la richiesta ufficiale inoltrata al commissariato ha fatto sì che non si potesse dar luogo a quella che inizialmente doveva essere, secondo quanto diffuso su Facebook dagli organizzatori, una “Libera camminata notturna, per chiacchierare e cantare insieme”, di fatto per dire “No al coprifuoco”.


L’autorizzazione era dunque per un’iniziativa dalle 20,15 alle 21,45: così in piazza Verdi si sono ritrovati un po’ di ristoratori e un po’ di altre persone per protestare: qualche coro “Libertà, libertà», poi Francesco Ricciardi, tra i promotori della protesta, ha sintetizzato i motivi dell’iniziativa.

A sorvegliare, a qualche decina di metri, otto auto delle varie forze dell’ordine. Un numero particolarmente consistente per l’arrivo di alcune pattuglie di ritorno da San Vincenzo, dove un’analoga iniziativa era stata rinviata per la pioggia.

Ma non ci sono stati problemi di ordine pubblico, tutto si è svolto regolarmente senza le tensioni, registrate nella prima iniziativa del 25 aprile.

«Volevamo semplicemente dare un messaggio di serenità e di libertà – dice Ricciardi – Avremmo voluto fare di più, mettere un po’ di musica, stare insieme, ma le regole non lo permettono».

Lo stesso Ricciardi, che sta lavorando per costituire in città un Comitato toscano per i diritti civili e costituzionali, ammette che stavolta si è scelta una protesta più soft «anche per evitare polemiche», nate la volta scorsa per i fumogeni e le poche mascherine viste in piazza.

Ma continueranno a manifestare i ristoratori, «dobbiamo solo affinare la protesta – dice il titolare del “Peccato” – Siamo persone civili e responsabili, continueremo la nostra lotta, magari riusciremo a portare qualche personaggio a parlare di quello che sta succedendo in Italia. Io spero che a metà maggio venga eliminato il coprifuoco, perché di un’ora in più di apertura non sappiamo che farcene».

In piazza c’era anche Stefano Ferrini, tra i promotori di “Amare Piombino”, neonato movimento che raccoglie vari gruppi e partiti: «Abbiamo incontrato i ristoratori – spiega – e comprendiamo in pieno il loro disagio e le loro esigenze. Nei prossimi giorni parleremo anche con le associazioni di categoria, per capire cosa si può fare di concreto. L’anno scorso l’Amministrazione aveva garantito l’estensione del suolo pubblico, sarebbe utile replicare questa iniziativa, pensando anche ad altre forme di sostegno, magari incentivi ai proprietari di fondi commerciali per diminuire il costo degli affitti». —

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