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L’idraulico con gli attrezzi nel furgone in fumo: «Mi serviva per lavorare ora ho perso tutto»

Fabio Bellissimo, idraulico, ieri mattina di fronte al furgone distrutto dalle fiamme

È di Fabio Bellissimo uno dei tre veicoli devastati nella notte «Ho sentito delle urla e mi sono affacciato, poi ho visto le fiamme» 

Le mani in tasca e lo sguardo sconsolato, al di sopra della mascherina. A fissare le macerie di quello che fino a poco prima era lo scrigno del suo lavoro. Sono bastate poche ore per mandare in fumo tutto. «Quello era il mio furgone. Lì dentro c’era tutta l’attrezzatura e adesso non c’è più niente. Proprio ora che il governo aveva deciso per le riaperture...». Fabio Bellissimo di mestiere fa l’idraulico e gran parte dei ferri del mestiere era custodita dentro uno dei mezzi andati a fuoco nella notte tra sabato primo maggio e ieri.

Sulla sponda sinistra di via Hugo, camminando in salita, erano parcheggiati tre veicoli. Della prima e della seconda auto sono rimasti solo scheletri metallici. Per il resto: copertoni fusi, interni devastati che mantengono solo le sembianze di abitacoli e parti anteriori sventrate.


«L’auto posteggiata dietro al furgone è di mia moglie - spiega Bellissimo - La usava per lavoro, ora voglio proprio vedere come faremo». Perché di quella che un tempo era una Golf bianca adesso rimane solo un contenitore metallico annerito.

Il furgone era in condizioni leggermente migliori. Per lo meno nella parte anteriore esisteva ancora un interno. Ma il grosso dell’attrezzatura si trovava dietro, perciò molto è stato bruciato. È andata invece meglio alla macchina posteggiata dalla parte opposta della carreggiata, che è stata colpita dalle fiamme, ma in maniera minore. Poi è arrivato il carro attrezzi a portare via tutto. E dove c’erano le auto è rimasto un tappeto annerito intervallato dai resti di un qualche motore.

Fabio Bellissimo non abita nella palazzina al civico 9 di via Hugo, quella con parte della facciata annerita dal fuoco. Ma vive poco distante da lì, sempre in via Hugo. Perciò quando è scoppiato l’incendio è sceso in strada.

«Mi sono svegliato perché ho sentito urla e schiamazzi provenire dall’esterno - racconta l’idraulico - Così mi sono alzato dal letto e mi sono affacciato alla finestra del bagno (che dà su via Hugo ndr)». A quel punto si è reso conto che il suo furgone e l’auto della moglie posteggiati lungo la via stavano bruciando.

Le fiamme, peraltro, hanno anche sfiorato il tetto del palazzo, come testimonia l’alone nero presente sulla facciata. E hanno reso temporaneamente inagibili due appartamenti. Poi sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Portoferraio e hanno spento l’incendio, rendendone visibili gli effetti sulle auto posteggiate. «Che disastro - prosegue Fabio Bellissimo - Mi è anche scaduta da poco l’assicurazione sugli incendi...». L’uomo guarda e riguarda i veicoli devastati dal fuoco. Prima l’auto. Poi il furgone. Poi di nuovo l’auto. Apre la porta del furgone e sbircia all’interno, in cerca di qualcosa che non sia solo cenere. Salva il salvabile. Ma adesso dovrà ricominciare. Dovrà rimettere insieme l’attrezzatura per poter riprendere il suo lavoro. E l’amarezza nei suoi occhi racconta tutto il suo dispiacere. Tutto il disappunto per una situazione che mai avrebbe immaginato di trovarsi di fronte. —

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