Il venturinese Riccardo Cerboneschi tra i 10 in corsa per il titolo di “Miglior bartender”

Ventinove anni e un sogno: «Ho cominciato per caso, poi mi sono innamorato del mestiere». Una vittoria in Italia gli spalancherebbe le porte verso il mondiale

VENTURINA. È tra i 10 semifinalisti della selezione italiana alla World Class 2021, la più prestigiosa competizione internazionale dedicata all’arte della mixology. Il venturinese Riccardo Cerboneschi, 29 anni, è tra i candidati al titolo di “miglior bartender” della penisola nella finale del 12 maggio a Roma, che apre le porte alla finalissima mondiale, in programma a luglio a Madrid.

La World Class è una maratona che testa le qualità dei partecipanti con prove di altissimo livello. Le selezioni, per via della pandemia, si sono finora svolte online in ogni nazione. «E’ un onore per me partecipare», racconta Cerboneschi, che la passione per il mondo del barteding l’ha scoperta in modo casuale. «Mi sono avvicinato al mondo del bar – spiega – controvoglia. Avevo 18 anni quando mia mamma mi ha “costretto” a fare la prima esperienza come cameriere al Calidario. Non era per me. L’anno successivo, dopo la maturità non avevo voglia di studiare, per cui, sempre mia mamma mi trovò lavoro al Luna beach, sul mare. I primi giorni non ci volevo andare. Poi però ha cominciato a piacermi sempre più stare con la gente. Decisi così di lasciare gli studi universitari di filosofia perché sentivo che il bar faceva per me». Una consapevolezza che lo spinse a studiare e formarsi. Nel 2014 va a Roma per frequentare la Mixology Academy. Contemporaneamente, oltre all’impiego stagionale al Luna Beach Riccardo faceva anche l’assicuratore in inverno. Lavoro che però decise di lasciare per dedicarsi solo al bar. Quindi l’inverno successivo l’iscrizione alla Planet One di Grosseto, la scuola più importante del bartending. Da lì al lavoro al Baluba e all’Allegria, a Follonica, per tutto l’anno.


«Un giorno poi – racconta – un mio amico mi propose un salto di qualità. Mi ero trasferito a Firenze, dove avevo la ragazza che studiava, lui conosceva il bar manager del “Locale”, dove lavoro oggi. Ci sono entrato nel 2017, è stata dura all’inizio, ma col tempo mi son fatto apprezzare e benvolere».

Ora è la terza figura più importante del Locale, dopo il direttore e il bar manager. Negli ultimi tre anni ha inoltre partecipato a due finali di “Campari Competition” (5° nel 2019 e 2° posto nel 2020), e quest’anno è stato votato come 7° Miglior Bartender U30 per Bargiornale, la rivista del settore. Adesso lo aspetta la sfida decisiva per World Class, che da oggi (fino al 7 lo vedrà nelle semifinali online. «È la competizione più ambita – precisa - c’è una selezione per nazione e infine la selezione internazionale, chi la vince è il barman dell’anno al mondo. I primi step sono stati online con l’invio di ricette. C’era un progetto su apicoltura e sostenibilità, per creare un drink utilizzando prodotti locali entro 7 km dall’alveare. Io ho scelto l’Apicoltura Tognoni e le erbe di Poggio ai Santi. Col mio progetto mi sono classificato 17esimo su 50. Al secondo step, la creazione di un cocktail in bottiglia, quarto sui 25 rimasti. Ora siamo 10». Da queste semifinali usciranno tre finalisti, che si giocheranno la finalissima a Roma. Il vincitore andrà alla finalissima mondiale a Madrid. «Partecipare alla World Class è già un onore per me – conclude – Ce la metterò tutta». —

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