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Metalmeccanici, sì all’accordo sul rinnovo del contratto, aumenti scaglionati in busta-paga

Lavoratori al presidio permanente davanti alla portineria Jsw

L’accordo con Federmeccanica riguarda tremila lavoratori del polo industriale, fino a 112 euro in più in quattro anni

PIOMBINO. Passa il Sì all’accordo sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il voto nel polo industriale piombinese non si discosta troppo dal dato nazionale con poco più del 60% di votanti e il 95% dei favorevoli. Solo in Dalmine-Tenaris e in alcune imprese minori, le assemblee preliminari per spiegare i contenuti del rinnovo, si erano svolte in presenza. Nelle altre aziende si era optato a volte per teleconferenze – strumento ancora non percepito abbastanza come tale – o, in alternativa, Fim, Fiom e Uilm avevano sostenuto le ragioni del Sì con i volantinaggi. Come in Liberty-Magona.

I seggi, invece, sono stati allestiti in ogni azienda. In Jsw, postazione unica anche con Logistics e Gsi. Alle Acciaierie Jsw la speranza di parlare con i lavoratori è stata affidata anche al presidio davanti alla portineria centrale messo in piedi da tempo dalle sigle sindacali a sostegno della vertenza sul futuro più che mai confuso dello stabilimento.


Qui il dato della partecipazione è stato particolarmente basso. Complice la cassa integrazione e forse il disincanto per la situazione. Su 1.748 aventi diritto, si sono espressi in 483 tra impiegati e operai. Un 28%, in sostanza, all’interno del quale oltre il 95% dei lavoratori si è detto favorevole.

En plein in Dalmine dove, invece, al momento delle assemblee sulla piattaforma erano state espresse perplessità che probabilmente, nel confronto diretto sono state superate, traducendosi nel 100% di adesioni. E questo, secondo i sindacati depone a favore dell’importanza dell’incontro in presenza, penalizzato dalle restrizioni dovute alla situazione sanitaria.

In Magona ha votato circa il 70 per cento degli aventi diritto e i Sì hanno superato il 90 per cento. Nel polo piombinese l’accordo siglato con Federmeccanica riguarda circa tremila metalmeccanici.

Si prevedono aumenti scaglionati di 112 euro lordi sui minimi al quarto livello, 100 al terzo. La vigenza del contratto va dal gennaio scorso al giugno 2024. L’aumento mensile sarà suddiviso in più rate a partire da giugno prossimo con 25 euro, e via di seguito ogni anno fino ai 35 del giugno 2024. Altri incrementi riguardano i 12 euro sui minimi da giugno 2020 per effetto del contratto precedente. I sindacati sottolineano anche la conferma dei 200 euro annui di flexible benefit, e l’innalzamento della percentuale per il fondo Cometa al 2,2% dal 2022 per gli under 35.

Fim, Fiom e Uilm tendono a valorizzare la riforma dell’inquadramento. Nuova anche la prima parte del contratto nazionale sulle relazioni industriali, diritti di informazione, confronto e partecipazione, la formazione, l’introduzione della clausola sociale sugli appalti pubblici. Nel testo adottato, un capitolo é dedicato allo smart working.

Critiche invece arrivano dall’Unione sindacale di base anche per il fatto che in Jsw i cassintegrati non sarebbero stati avvertiti della tornata referendaria. —

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