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I guai di Onorato agitano l’arcipelago «Timori legati all’incertezza sul futuro»

In attesa del bando per affidare i trasporti, occhi su Moby. Zini: «La continuità deve essere garantita in ogni caso»

PORTOFERRAIO. La vicenda Onorato preoccupa. E nemmeno poco. Anche nell’ottica della pubblicazione, che dovrebbe avvenire nel 2022, del bando per il servizio di continuità territoriale. Ovvero dello strumento con cui la Regione Toscana affida ogni dieci anni il trasporto marittimo tra la terraferma e le isole dell’arcipelago. Abbonamenti in base al reddito per lavoratori e studenti, sconti sulla Tari in base alla riorganizzazione del trasporto rifiuti e prenotazioni facilitate. Queste alcune delle proposte per il bando raccolte dal relativo osservatorio che saranno inviate in Regione. Ma su tutto questo aleggia lo spettro del fallimento di Moby. «Teoricamente la Regione dovrebbe garantire la continuità dei trasporti per l’Elba in ogni caso – dice Andrea Solforetti, che presiede l’osservatorio – Ma un po’ di preoccupazione c’è. Infatti ho intenzione di fare una riunione con i sindaci delle isole in modo tale da intavolare una discussione ed essere pronti a qualsiasi scenario».

IL CONTESTO


Ricordiamo infatti che di recente la Procura di Milano, come raccontato dal Tirreno, ha chiesto il fallimento del gruppo legato alla famiglia Onorato, nel cui assetto societario rientra anche Moby. In ballo ci sono quindi i traghetti a marchio Moby, oltre che la compagnia un tempo pubblica poi privatizzata Tirrenia. L’attesa è, dunque, per la prossima udienza al tribunale fallimentare, che è prevista per il 6 maggio. Ma l’Elba, come vive il possibile fallimento della società che garantisce la maggior parte dei trasporti da e per l’isola?

«PREOCCUPAZIONE»

Il sindaco di Portoferraio Angelo Zini non ci gira intorno. «Le notizie di questi giorni destano preoccupazione – dice il primo cittadino – Perché non è chiaro quali potrebbero essere le conseguenze di un eventuale fallimento Moby». Ma Zini esprime anche un altro concetto. «Una cosa è sicura: il servizio di continuità territoriale (cioè i traghetti da e per l’Elba ndr) in qualche modo dovrà essere garantito. Una soluzione, insomma, dovranno trovarla. Anche perché non è pensabile l’idea di interrompere i collegamenti con il resto d’Italia. Ma certamente non posso dire che mi sento tranquillo».

L'ESTATE ALLE PORTE

Insomma, la convinzione è che, anche se dovesse essere dichiarato il fallimento di Moby, i traghetti non si fermeranno. Perché non possono fermarsi. È un’ipotesi talmente ardita da essere considerata assurda. Ma di fatto regna l’incertezza e nessuno sa come andrà a finire una questione che «ci mette in allarme – dice Manuel Anselmi, coordinatore Cgil arcipelago livornese – E ci pone all’attenzione, oltre ai problemi occupazionali, il disagio che potrebbe causare, se non lo stop, anche una carenza di traghetti nel periodo estivo».

IL NUOVO BANDO

Leggermente meno nebulosa è la questione bando per l’affidamento dei trasporti marittimi.

Ecco alcune delle proposte avanzate dall’osservatorio sulla continuità territoriale. «Vorremmo per esempio che il bando prevedesse una bigliettazione su abbonamenti con costo collegato all’Isee per spostamenti che riguardano lavoro, sanità e istruzione», spiega Solforetti. Un altro aspetto: «Abbiamo parlato di rivedere il trasporto dei rifiuti collegandolo con quello commerciale - dice il sindaco di Portoferraio Angelo Zini - Così i costi dei movimenti (che alla fine ricadono sui cittadini ndr) sarebbero minori». Vedremo. —

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