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Aeroporto dell'Elba, altra stagione ai minimi termini: «Così rischiamo di restare fuori dai radar»

È in elaborazione il bando per incentivare i voli internazionali. Boccardo: «Puntiamo al 2022, ma non c’è tempo da perdere»

CAMPO NELL’ELBA. Sarà una stagione ai minimi termini per l’aeroporto dell’isola d’Elba, il cui futuro appare sempre più in bilico. E il Covid, in questo caso, c’entra fino a un certo punto. Lo scalo di Marina di Campo è uscito dai radar della maggior parte delle compagnie aeree, che vedono come commercialmente appetibili solo le piste attrezzate per aerei da almeno 70 posti (La Pila può accogliere mezzi da 30-50 passeggeri) e i ripetuti appelli da parte del gestore AlaToscana rivolti alle istituzioni dell’isola non hanno dato i frutti sperati. Nella stagione 2021 gli unici collegamenti internazionali saranno garantiti dai voli con Lugano di Silver Air e con La Chaux-de-Fonds con un aereo da otto posti nel periodo di luglio agosto. Il resto dell’attività sarà garantita dai voli di continuità territoriale con Pisa, Firenze e Milano Linate.

«La stagione attuale sarà come quella dello scorso anno – commenta l’amministratore unico di AlaToscana, Claudio Boccardo – non essendo stato possibile per le lungaggini delle procedure mettere in campo alcun tipo di bando per l’erogazione di incentivi, non ci saranno voli aggiuntivi rispetto a quelli programmati nel 2020». Il riferimento di Boccardo è al bando con il quale si intende rendere più appetibili i voli internazionali sull’Elba. Dopo l’accordo tra i sindaci dell’isola d’Elba e acquisito il parere legale dell’avvocato Alfonso Celotto, il Comune di Capoliveri (capofila della Gat) ha dato incarico allo stesso avvocato – con una determina pubblicata il primo di aprile – di elaborare il bando per incentivare le compagnie aeree che voleranno sull’Elba. Una buona notizia per lo scalo della Pila che, tuttavia, non produrrà alcun beneficio per la stagione che sta per iniziare. E non è detto, se non si imprimerà un’accelerazione alle procedure, che si possa restare al palo anche nel 2022.


UN TRENO IN CORSA

Il treno per la stagione 2021, come detto, è passato da un pezzo. E quello del 2022, spiega con chiarezza Boccardo, è praticamente in transito. «Siamo già in zona Cesarini – racconta l’amministratore unico – il bando non è relativo alla stagione 2021 che ormai è andata, ma a quella del prossimo anno. Come più volte detto i voli estivi sono principalmente utilizzati dai tour operator, che pubblicano il catalogo a settembre-ottobre dell’anno precedente. Quindi per settembre-ottobre 2021 sarà pubblicato il catalogo dei voli del 2022. Per rientrare nei tempi dobbiamo essere in condizione di fare uscire il bando entro la fine di aprile, in modo da aggiudicarlo entro agosto. Rispettando questi tempi saremo in grado di far presente ai tour operator che ci siamo anche noi, altrimenti resteremo a terra. Sono contento della pubblicazione della determina da parte del Comune di Capoliveri, spero che nei prossimi giorni l’avvocato Celotto ci contatti, siamo a disposizione. Ma dobbiamo fare presto».

FUORI DAI RADAR

L’attesa per il bando, tuttavia, non cancella né allevia la preoccupazione per il futuro dello scalo, che ormai da anni viaggia a scartamento ridotto, non ha colmato i vuoti creati con il fallimento delle compagnie storiche Intersky e Skywork, e non è più considerato appetibile dai vettori che viaggiano in Europa.

«Purtroppo manchiamo all’appello ormai da molti anni – spiega Boccardo – i tour operator non ci prendono più in considerazione. L’ultimo interesse che resiste è da parte di Berna, mentre dall’area di Friedrichshafen e Altenrhein, che erano zone di grande interesse per l’Elba, hanno dirottato le loro attenzioni sulla Croazia e altre destinazioni. Si dovrà ripartire da zero, non è semplice», Ma per provare a risalire servirebbe un impegno comune da parte delle istituzioni locali, che, rimarca Boccardo, al momento non c’è.

Lo stesso amministratore, un mese fa, aveva scritto ai sindaci e alla Gat chiedendo di includere il potenziamento dell’aeroporto tra i progetti di sviluppo del turismo finanziabili con il Recovery Fund. L’appello, al momento, pare caduto nel vuoto.

«Purtroppo l’Elba non ha ancora intrapreso un’azione di insieme di tutte le componenti che sia davvero efficace, perché se non agiamo come un’unica realtà e con un gioco di squadra tra la Gat, Albergatori, aeroporto e Comuni, si ottiene poco. L’aeroporto ha solo l’arma tecnica della struttura e dei contatti con le compagnie, tutto il resto dipende dai soggetti promotori. Noi il cappello lo abbiamo girato da un pezzo, ma se nessuno ci mette dentro niente ci sarà poco da fare. Di certo non ci si può aspettare che da una situazione di immobilità totale si possano ottenere risultati: i voli non crescono da soli e nessuno porterà passeggeri, specialmente in un mercato che vista la crisi si fa sempre più competitivo». —

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