Il poeta Fabio Camerini selezionato da Aletti: tre pagine dedicate al docente e alle sue opere

Il poeta Fabio Camerini, anche scrittore, dopo una vita passata ad insegnare matematica

L’ex professore di matematica, ora scrittore, ha partecipato a un concorso e scelto tra un numero molto elevato di candidati 

«Vaga il silenzio/nell’assoluto moto sconfinato/ed opprime il corpo stagnante». Questa una delle strofe della poesia “Ascoltando il silenzio”, scritta da Fabio Camerini durante il lockdown e scelta insieme ad altri sette componimenti per rappresentare la sua poetica nella nuova Enciclopedia dei poeti italiani contemporanei di Aletti, in uscita ad aprile.

Una grande soddisfazione per lo storico docente sanvincenzino, che è stato uno dei selezionati tra i tanti partecipanti.


«Ricevuta la comunicazione dall'editore – racconta Camerini – ho deciso di scrivere la notizia su Facebook, per condividerla con i miei amici. Non pensavo che il post avrebbe ricevuto così tanti commenti, evidentemente le belle notizie fanno piacere».

Il Gruppo Aletti Editore festeggia, infatti, quest’anno, ventisei anni di attività. E per l’occasione ha indetto un vero e proprio concorso a cui i poeti di tutta Italia potevano partecipare, inviando quindici opere e una breve biografia personale. In premio, l’inserimento nella nuova edizione della loro enciclopedia, con ben tre pagine dedicate ai versi e al profilo di ogni artista, per «comporre uno specchio che rifletta la complessità dei nostri tempi».

Tra le otto poesie scelte per rappresentare Camerini, componimenti molto diversi tra loro, scritti nelle varie fasi della sua vita, che raccontano molte sfaccettature della sua storia e personalità.

«Avevo mandato il materiale alcuni mesi fa e in questi ultimi giorni non solo mi hanno dato la notizia della scelta ma hanno anche già inviato la grafica delle pagine, per mostrarmi in anteprima il risultato finale». Un bel traguardo per chi scrive poesie da quando aveva diciassette anni e soltanto da poco ha finalmente deciso di tirarle fuori dal cassetto.

«Sono stato professore di matematica per quarant'anni – racconta Camerini –, ho anche avuto incarichi pubblici. Eppure, per tutto questo tempo ho continuato a comporre poesie, come una sorta di diario, di sfogo. Ogni componimento racchiude in sé un momento della mia vita e scrivere mi ha aiutato moltissimo anche nei momenti difficili». Poesie che per anni ha condiviso solo con la moglie Stefania, compagna di una vita. «Le ha lette tutte – spiega – anche quelle scritte prima che ci incontrassimo. Ho diversi progetti per il futuro e uno è proprio improntato su di lei e sul nostro rapporto. Vorrei scrivere e riunire cento poesie tutte dedicate a lei. Sono già a buon punto».

Intanto però, il primo dei piani futuri, in ordine di tempo, è senz'altro la pubblicazione di “Sentimenti – la mia vita in versi”, raccolta di poco meno di 200 componimenti che Camerini ha scritto dal 1975 fino ad oggi, la cui uscita è slittata a seguito della pandemia. «L’opera, in realtà, è pronta – spiega – c'è anche la prefazione di una mia carissima amica, l'unica altra persona, oltre a mia moglie, a cui ho fatto già leggere le poesie. I componimenti sono in ordine cronologico, e i titoli dei capitoli sono i vari anni in cui sono stati scritti. Ho inserito anche diverse foto che accompagnano il mio cambiamento interiore, raccontato attraverso le poesie, con quello esteriore». Poesie in versi liberi, alcune brevi altre più lunghe, ispirate dagli avvenimenti e dalle emozioni.

«Negli anni le ho rilette spesso. Le tiravo fuori e le riguardavo, a volte stupendomi di quanto fossi cambiato nel tempo. Pensavo a quali parole avrei voluto sostituire o a come modificarle, con le lenti del futuro. E quando ho deciso di pubblicarle, lo ammetto, sono stato tentato, ma non l'ho fatto».

Una scelta precisa, quella di Camerini, perché il suo scopo era riportare su carta una testimonianza di quello che era. Senza filtri. Ma da dove nasce il desiderio di aprire, finalmente, questo cassetto al mondo? «Oltre al tempo a disposizione che è aumentato con la pensione – scherza Camerini – c'è una ragione più sentimentale. Quelle che scrivo sono tutte poesie che raccontano di me e per tanto tempo ho avuto una certa ritrosia a “mettere in piazza” cose molto personali, molto mie. Arrivato a questa età, ho deciso di buttare fuori il vissuto. Era il momento».

Questo è ciò che succederà anche nelle tre pagine dell’enciclopedia a lui dedicate. Il racconto di un uomo attraverso i cambiamenti del suo sentire, del suo essere, della sua scrittura. Ma la pensione e il maggior tempo a disposizione hanno fatto nascere altre nuove idee. «Sto lavorando anche al mio terzo libro in prosa – conclude, infatti, Camerini – il secondo romanzo. Anche qui, l'ispirazione è molto personale e legata a mia moglie. Voglio raccontare la nostra storia d’amore». “Sentimenti – la mia vita in versi”, invece, è dedicato ai tre figli, Chiara, Francesco e Simone, perché «leggerlo possa aiutare loro come scriverlo ha aiutato me». —

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