La vecchia cabina della Telecom si è trasformata in una mini libreria

I lettori “abbandonano” i testi e ne prendono altri in prestito. L’avvertimento nel cartello: «Qui non si telefona, si legge»

PORTOFERRAIO. In fondo è cambiato solo il mezzo, ma l’obiettivo è rimasto lo stesso. Nel luogo dove, fino a qualche anno fa, i messaggi correvano dalla cornetta alla linea telefonica, adesso ci si scambiano attraverso le pagine dei libri. Si chiama “La cabina del porto”, si trova a poche decine di metri dagli imbarchi ed è la vecchia cabina della Telecom che nelle ore scorse è stata trasformata in una sorta di mini libreria pubblica da alcuni appassionati di lettura di Portoferraio. E così, tramite l’azione rigenerante della cultura, un luogo che pareva essere morto e sepolto dalla modernità è tornato a vivere, punto di scambio dei testi che ciascun cittadino può mettere a disposizione, piccolo hub di condivisione di idee, gusti e pagine. L’idea è nata da Danilo Alessi, politico, ex sindaco di Rio nell’Elba e autore di romanzi e saggi: è stato lui a far scattare la scintilla, portando i primo testi prelevati dalla sua libreria personale dopo essere venuto a conoscenza di esperienza simili in altre zone d’Italia. Ma in breve tempo il flusso dei libri, tra quelli e presi e quelli “abbandonati” è proseguito con il contributo di tanti lettori anonimi.



Nella cabina che si trova all’incrocio tra Calata Italia e viale Elba c’è un cartello scritto con il pennarello che mette in guardia gli eventuali avventori: “Qui non si telefona. Ma si legge”. È la nuova filosofia che sta imperversando un po’ in tutta Italia e che vede dal 2018 la nuova fruizione delle storiche cabine con ancora le vetuste gettoniere nell’era in cui sono esplosi gli smartphone e i cellulari. Non poteva esimersi Portoferraio. Perché dunque sopprimerle, quando potrebbero piegarsi a inesplorate e innovative soluzioni? Come, per esempio, una bibliocabina.



La scelta di attrezzarla in questa zona non è affatto casuale. Ci troviamo davanti al molo Massimo, dove avvengono gli attracchi e le partenze dei traghetti. Cosa c’è di meglio che occupare l’ora della traversata Portoferraio-Piombino con un libro recuperato gratuitamente dalla cabina del porto? L’idea l’abbiamo importata dal mondo anglosassone. Il modello di gestione delle ex cabine telefoniche è quello del bookcrossing. Che prevede appunto lo scambio gratuito di libri. Qualunque persona che entra nella bibliocabina può portare i propri volumi, lasciarli per permettere ad altri di prenderli, leggerli e “abbandonarli” di nuovo. Qualcosa del genere già funzionava nella sala della Gran Guardia. L’esperimento si è poi trasferito sul porto: in cabina c’è ancora la gettoniera e la cornetta. Ma al posto degli scaffali dove c’erano gli elenchi telefonici spiccano i libri. E un cartello “Qui i libri si prendono gratis con l’obbligo però di leggerli”. Ma vediamo in cosa consistono le proposte. Ci sono dei gialli Mondadori, diversi volumi di poesie di Jacques Prevert, un testo di Storia dell’Arte. C’è anche “Dragon” di Clive Cussler. Ma è un elenco sottoposto a diverse e continue mutazioni, secondo il momento e il gusto della gente che qui entra, consulta, aggiunge oppure prende per poi salire sulla nave. Buona lettura a tutti. —

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