Patente di guida, tutti a Livorno tra disagi e rischi di assembramenti

Donatella Pepi (Il Torrione): «È assurdo e anche pericoloso, avevamo trovato un’ottima soluzione restando a Piombino»

PIOMBINO. «Buongiorno dalla nostra zona rossa. Partenza alle 8 da Piombino, arrivo alle 9.30 a Livorno. Io con la mia macchina. Alexandra con il padre. Emma con il padre. Lorenzo, minorenne, con entrambi i genitori, perché la madre non ha la patente e il padre dovrà ripartire dopo averli accompagnati per andare a lavorare. Quindi, dopo gli esami la madre e Lorenzo si dirigeranno alla stazione di Livorno con l’autobus per prendere il treno per Campiglia e poi di nuovo in autobus per tornare a Piombino».

Inizia così il post che Donatella Pepi dell’autoscuola piombinese Il Torrione ha pubblicato giovedì mattina su Facebook. È il primo aprile e non potrebbe esserci data più beffardamente adatta per il ritorno degli esami di guida a Livorno.


Facciamo un passo indietro. La questione Il Tirreno l’ha raccontata il 17 marzo, raccogliendo le preoccupazioni delle tre autoscuole di Piombino che, pur nella pandemia, erano riuscite a trovare una soluzione più che accettabile per gli esami.

Dallo scandalo delle “patenti facili” nel 2004 furono bloccati gli esami di teoria nelle autoscuole e si iniziò a far sostenere la prova direttamente nella sede della Motorizzazione livornese.

Questa tradizione si è interrotta con l’arrivo del Covid-19. Dopo tre mesi di stop totale a partire dalla primavera dell’anno scorso, a luglio sono ripresi gli esami che, per le tre autoscuole locali (Il Torrione, Moderna ed Etrusca) che raccolgono l’area della Val di Cornia fino a Donoratico, hanno cominciato a tenersi a Piombino. Il tutto grazie a una convenzione stipulata fra la Motorizzazione e il Comune, con quest’ultimo impegnato a individuare uno spazio adatto allo scopo, trovato prima nella sala del quartiere del Perticale e, dopo il via alle vaccinazioni, nel quartiere Salivoli.

E così siamo andati avanti fino a marzo, con un ritmo di 96 esaminandi al mese, risultato di due sessioni d’esame mensili, effettuate con tutti crismi del caso, fra misurazione della temperatura, gel e sanificazioni alla fine di ogni turno.

Con il cambio di dirigente alla Motorizzazione, tuttavia, è arrivato lo stop per gli esami in altre sedi rispetto a quella di Livorno.

Ed ecco il primo aprile, quando va in scena per l’appunto la prima sessione di esami in terra labronica da parte anche dell’area della Val di Cornia. Con buona pace della zona rossa e della raccomandazione a muoversi il meno possibile.

«Avevamo scritto al nuovo dirigente e chiesto anche al sindaco Francesco Ferrari di occuparsi della vicenda, ma pare che dalla motorizzazione non ci sia intenzione di tornare indietro – afferma Donatella Pepi – A Livorno c’è una sala da 15 posti, ma col Covid era stata portata a 7 ingressi, ora allargati a 10. Giovedì hanno potuto sostenere l’esame in tutto 60 persone, 40 spalmate nei quattro turni della mattina, 20 nei due del pomeriggio. I posti relativi alle autoscuole piombinesi sono stati poco meno di venti. Complessivamente per il mese di aprile avremo 116 posti, 117 a maggio».

Al di là dei ritardi che, inevitabilmente, comporta il nuovo trasferimento nella sede livornese, quello che inquieta maggiormente le scuole guida e coloro che devono prendere la patente (parliamo di ogni categoria, dal patentino per i minorenni, alla 125 fino alla B e alla conduzione dei camion) è lo spostamento a settanta chilometri di distanza da Piombino, con difficoltà oggettive e più persone che si muovono. Da normative anti-Covid, infatti, le autoscuole non possono più accompagnare con la propria macchina i ragazzi che devono arrangiarsi. C’è chi si fa portare avanti e indietro dai genitori, chi prende il treno, magari due treni, il primo da e per Campiglia.

E il disagio è anche per i responsabili delle stesse scuole: «A me toccava un turno la mattina e uno il pomeriggio, nemmeno successivi – spiega Pepi – Nell’attesa ho mangiato un panino, potendo usare fra l’altro solo il bagno della sala della Motorizzazione o un bagno pubblico visto che con il Covid i bar non consentono l’uso della toilette. È assurdo canalizzare tutti a Livorno, con il rischio di assembramenti e un viaggio lontano chilometri e chilometri, per di più in zona rossa, quando avevamo trovato un’ottima soluzione». —

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