Esposto in Procura: «La Regione continua a ignorare i nostri bambini»

Piombino, tagliati fuori dalle priorità delle vaccinazioni i genitori dei piccoli che hanno subito trapianti o hanno patologie gravi

PIOMBINO. Un esposto-denuncia sarà depositato oggi in Procura a Livorno. Nel mirino, la Regione. Firmatari, alcuni genitori con figli estremamente vulnerabili, le cui necessità non sono mai comparse nel piano-vaccini.

Parliamo di bambini trapiantati o affetti da patologie serie. L’inoculazione del farmaco é tanto più necessaria a chi vive con loro e deve costruire un anello protettivo efficace. Perché il Covid potrebbe avere conseguenze molto gravi.


L’esposto parte da familiari che vivono a Piombino e nel comprensorio – per questo arriverà in prima battuta alla Procura livornese – a cui se ne sono aggiunti di altre realtà toscane. Prima di arrivare a questo, sono state tentate altre strade. Appelli, coinvolgimento dei media e del ministero. Tutto inutile. A oggi questi genitori non sanno quando saranno vaccinati, tantomeno con quale farmaco. E i timori crescono.

La decisione di coinvolgere la Magistratura é arrivata con gli ultimi tentativi di accedere al portale.

«Ho provato diverse volte ad inserirmi ma non ci sono riuscita. Altri amici nelle mie stesse condizioni hanno ottenuto l’appuntamento ma poi sono stati richiamati per annullarlo perché il caregiver non é contemplato tra i soggetti da vaccinare con una corsia preferenziale», commenta Lara Reddìti, venturinese con un impiego in Comune a Piombino. Da anni é impegnata per veder rispettati i diritti delle persone come sua figlia, trapiantata di fegato.

Tra Livorno e provincia si calcola siano un migliaio i conviventi che potrebbero accedere velocemente alla profilassi preventiva. «La Federazione dei medici pediatri si é offerta di vaccinarci nei propri ambulatori. Ma a questa disponibilità non ha corrisposto l’invio dei farmaci o una comunicazione su quando saranno accessibili», aggiunge Redditi.

Un esposto come quello firmato anche da lei é stato presentato già in Lombardia dove pare abbia prodotto i primi effetti. Anche in quel caso lo ha curato pro bono l’avvocato Michele Sarno che segue queste categorie di pazienti che sfuggono spesso dall’orizzonte collettivo perché numericamente ridotte.

Nel testo si evidenziano alcune delle lacune mostrate fin da subito dal sistema e si aggiunge che rispetto ad alcune categorie come giornalisti, avvocati e docenti da remoto, che non dovrebbero aver avuto diritti di priorità, «gli estremamente fragili sono passati colpevolmente in secondo piano nonostante la sussistenza di patologie fortemente rischiose ed atte a mettere in pericolo l’esistenza degli stessi. Tutto questo risulta disumano, illogico e contrario alle normative vigenti e alle norme costituzionali a tutela dei più deboli». Il documento parla di «ingiustificabile comportamento omissivo» e di una Regione «che in maniera del tutto irresponsabile, ancora non si è strutturata attraverso una logistica adeguata che garantisca la gestione del piano vaccinale con la predisposizione di un portale ed un contatto telefonico efficiente e adeguato».—

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