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Vaccini, poche dosi per i medici di base «Tutto molto lento, i tempi si allungano»

Un medico vaccina un’anziana signora, la campagna però procedea rilento (foto Paolo Barlettani)

Nelle Valli Etrusche vaccinati poco più di 3mila ultraottantenni su 13.186 «e anche il portale è troppo complicato»

PIOMBINO. Sono poco più di tremila gli ultraottantenni che, in tutta la zona delle Valli Etrusche, hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino anti Covid. Considerando che, secondo i dati forniti dalla Asl, nel territorio di riferimento esistono 13. 186 over 80, dal 22 febbraio a ieri è stato vaccinato circa il 23% degli aventi diritto.

Nel frattempo, questa settimana, è iniziata anche la somministrazione delle seconde dosi ai pazienti che hanno ricevuto le prima alla fine di febbraio. «Ci mandano dalle sei alle dodici dosi alla settimana, quindi la campagna procede abbastanza lentamente. E per adesso ognuno di noi ha vaccinato, in media, 30 pazienti», spiega il dottor Stefano Musi, coordinatore dell’aggregazione funzionale territoriale Val di Cornia nord, che raccoglie i medici di famiglia di Campiglia Marittima, San Vincenzo, Monteverdi, Sassetta, Suvereto e Riotorto. A questo ritmo, insomma, per vaccinare tutti serviranno ancora dei mesi. «Ma ci hanno assicurato che dalla fine di marzo avremo a disposizione un maggior numero di fiale», afferma la dottoressa Patrizia Moschini, coordinatrice dei medici di famiglia piombinesi. Ricordiamo che i dottori di medicina generale hanno iniziato a somministrare il siero Pfizer ai loro pazienti con più di ottant’anni nella settimana del 22 febbraio. Stiamo parlando dell’area Valli Etrusche, che comprende i Comuni di Rosignano, Santa Luce, Castellina Marittima, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Riparbella, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta e Piombino. E su quest’area a essere impegnati nelle vaccinazioni sono circa cento medici, una quarantina dei quali hanno l’ambulatorio tra Piombino e il resto della Val di Cornia. La campagna è iniziata con la dotazione di un flacone di Pfizer (quindi sei dosi) per ogni medico. Poi le quantità disponibili sarebbero dovute aumentare, fino ad arrivare a 18/24 dosi a testa. Al momento, però, «siamo fermi a sei, massimo dodici dosi per ogni settimana – ribadisce Musi –. Tuttavia ci hanno detto che aumenteranno le disponibilità. Vedremo». In tutto ciò «questa settimana sono iniziati anche i richiami per quanti hanno ricevuto la prima dose a fine febbraio. Quindi, anche se abbiamo a disposizione 12 dosi, in realtà le nuove vaccinazioni sono sei». L’attesa, insomma, è per l’invio di un numero maggiore di flaconi, così da poter velocizzare il tutto. Nel frattempo i medici vanno avanti come possono. E la percentuale di adesioni pare piuttosto alta. «Io ho 130 pazienti over 80 – dice Moschini –. E per adesso solo in quattro o cinque hanno rifiutato il vaccino». Molti dottori piombinesi continuano a servirsi dell’ambulatorio per le somministrazioni: è lì che accolgono i pazienti dopo aver ritirato il Pfizer in farmacia o dopo averlo ricevuto negli spazi comuni della medicina di gruppo. A Venturina, invece, «in tanti abbiamo scelto di utilizzare gli spazi della Sefi (già messi a disposizione per le somministrazioni di AstraZeneca ndr) – spiega il dottor Stefano Musi –. Abbiamo iniziato le vaccinazioni da circa un mese e il fatto che il portale dedicato sia molto complicato da usare non ci aiuta. Ma facciamo il possibile». —


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