Le opere del maestro Bolano esposte al Forte Falcone

Intesa tra la famiglia dell’artista scomparso e il Comune di Portoferraio. Donato un secondo lotto di ceramiche: il sogno del museo diffuso prende forma

PORTOFERRAIO. Tessera dopo tessera, il museo internazionale di arte contemporanea, fortemente voluto dal maestro Italo Bolano, che non ha potuto vedere realizzato se non in parte il progetto, visto che è deceduto nel settembre 2020, sta prendendo forma al Forte Falcone. L’atto formale che sancisce l’accettazione da parte della giunta Zini della donazione delle opere in ceramica che costituiscono il secondo nucleo del museo d’arte del maestro è avvenuto in occasione dell’ultima seduta dell’esecutivo della Biscotteria.

Si compie così il lungo percorso iniziato nell’aprile 2015, allorché Italo Bolano espresse la volontà in una lettera-testamento di una «cospicua donazione delle mie opere su tela e in una collezione storica di ceramica-piatti e pannelli di circa una sessantina di pezzi» al Comune di Portoferraio. Nel luglio del medesimo anno, l’allora amministrazione retta allora da Ferrari individuò due ampi locali adiacenti al cortile di Forte Falcone come sede idonea a ospitare gran parte delle sue opere esposte presso l’Open air Museum di San Martino. Nella lettera indirizzata all’amministrazione comunale nel 2015 il maestro aveva scritto: «Ho vissuto una vita per l'arte e prodotto molte opere pubbliche e private. Arrivato alla mia età sento il bisogno di esporvi quanto segue. All'Elba lascio una cultura offerta dall' International Art Center, da me creato nel 1964 a San Martino con il Museo dove sono collocati 30 monumenti compreso quello dedicato a Mario Luzi e la decorazione con l'arte dell'isola con altri 25 monumenti nei sette comuni che costituiscono così un Museo diffuso all'aria aperta, del quale codesta città fa parte con il Sestante e la Barca del Sole». Così nel giugno 2017 è stata accettata la donazione di un primo nucleo delle opere. Inoltre nel marzo 2019, grazie agli sponsor Franco Carena e Alessandro Capato dell’Art Gallery ‘La Luna’ di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), le opere della seconda sala sono state collocate al Forte Falcone. Il museo d’arte contemporanea stava prendendo forma nel momento in cui il maestro era già gravemente malato. E va riconosciuta a Italo Bolano la palma di primogenitura di voler realizzare sull’Isola d’Elba il museo diffuso, sulla scia di quanto aveva lui stesso potuto vedere con i propri occhi durante i suoi numerosi viaggi a Parigi, a Berlino fino a Tokio. «Il concetto di museo Diffuso – ha lasciato scritto Italo Bolano – non è ancora nell'uso comune in Italia. Si tratta di valorizzare e integrare le risorse di un territorio con il patrimonio culturale dei luoghi nei quali questo museo sorge e di costituire un itinerario unico, intervento culturale particolarmente necessario in questo periodo di crisi». Bolano intuì che le opere d’arte possono costituire un ideale itinerario storico, culturale e artistico che esalta il patrimonio d'arte moderna su tutta l'Elba. «Inseguendo questa logica – concluse Italo Bolano – l'Isola d'Elba si porrà all'avanguardia nel proporre il suo museo diffuso di arte moderna che potrebbe divenire anche un sicuro richiamo per il turismo culturale». Mai parole furono così profetiche. —


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