Rimateria presenta il piano di concordato, risorse dei privati per oltre quattro milioni

I lavori per la copertura definitiva della discarica ex Asiu gestita da Rimateria

E il presidente Pellati rivela: «Mi sono arrivati quattro avvisi di garanzia per reati ambientali, commessi da altri»l

PIOMBINO. È l’ultimo giorno utile. Il calendario dà la misura delle difficoltà e di quanto le trattative siano state serrate per tenere tutto insieme. Un primo risultato c’è. Oggi la proposta di piano di concordato in continuità per Rimateria viene depositata al tribunale di Livorno. Dovrà passare all’esame dei creditori e al vaglio dei giudici per l’omologa. La risposta è attesa entro la seconda metà di marzo. Se sarà positiva la società avrà un anno di tregua. Questo è l’orizzonte in cui si prevede di poter uscire dalle secche. «È stato deciso di presentare il piano di concordato in continuità ed è un punto che considero positivo – dice il presidente Rimateria Francesco Pellati –. Qualora fosse approvato garantirà per il periodo di vigenza da ogni problematica di carattere occupazionale, ambientale e così via».

Sui contenuti Pellati mette davanti il vincolo della riservatezza. Neppure ai sindaci soci di Asiu Spa in liquidazione, che il 3 marzo si sono riuniti in assemblea, sono stati illustrati i contenuti della proposta di piano di concordato in continuità. «Ho dovuto fare appello a tutta l’esperienza accumulata in cinquant’anni di gestore di imprese mie e altrui – sostiene Pellati –. Ho speso tutto il mio patrimonio esperienziale». E lo sottolinea rivelando che nell’anno e cinque mesi da quando è al timone della società di Ischia di Crociano si è visto notificare «quattro avvisi di garanzia per reati ambientali commessi da altri. Alla mia veneranda età non ho mai varcato la soglia di un tribunale penale, ma bisognerà che lo faccia a 85 anni». Eppure non si scompone, sapendo che potevano stare nel conto.


«Abbiamo ereditato, senza dare la colpa a nessuno, ma obiettivamente, una situazione estremamente pesante dal punto di vista economico patrimoniale e finanziario e per il numero di prescrizioni ambientali non adempiute». Questo è il quadro a cui invita a guardare il presidente Pellati.

La proposta di piano di concordato in continuità si regge sui soci privati Iren Ambiente e Navarra, ovvero sulla loro disponibilità a una nuova iniezione di liquidità. Capitali indispensabili, che servono a scongiurare la messa in liquidazione dell’azienda e ciò che ne conseguirebbe.

«L’orizzonte del piano è di un anno con un apporto di risorse dei soci privati in vari modi che è di oltre quattro milioni di euro, ma non sono autorizzato a dire di quanto», sottolinea Pellati.

Quel che è certo la nuova liquidità servirà a pagare gli adeguamenti impiantistici per la messa a norma della discarica, mentre i flussi di cassa generati dai conferimenti dei rifiuti nel Cono rovescio permetterebbero di rientrare dai debiti e far fronte alla gestione corrente. Alla fine dell’anno ci sarebbero anche le condizioni per il venir meno della sospensione della autorizzazione integrata ambientale disposta dagli uffici regionali per il rialzo del Cono rovescio e la riprofilatura e rialzo della discarica ex Lucchini. Ma questa è un’altra partita.

Di sicuro se la ritrosia dei soci privati a nuovi apporti di capitale è venuta meno qualche rassicurazione deve essere arrivata dalla proposta, anche questa top secret, per provare a tenere insieme bonifiche, affari e occupazione su cui hanno lavorato Regione e Comune di Piombino.

Il merito di essere arrivati a questo primo risultato? «Va un po’a tutti – dice il presidente Rimateria –. Ai soci che si sono dichiarati formalmente, impegnandosi a mettere il necessario sostegno economico, ai lavoratori, allo staff e al consiglio di amministrazione, agli advisor e mi ci metto anch’io tra quelli che hanno lavorato bene in questo anno e cinque mesi. Un periodo che ha accorciato la mia lunga vita, con problemi di ogni genere». Che aggiunge: «Chi gestisce le imprese deve essere pragmatico. Le partite si giocano con le carte che si hanno e non con quelle che si vorrebbero avere. E questa di Rimateria è una partita estremamente difficile». Non fa riferimenti a nessuno ma è chiaro a chi si rivolge. «La società è un simbolo di divisione politica e addirittura umorale a livello di cittadinanza. Il che non ha niente a che fare con la gestione. Si tratta di variabili indipendenti che però picchiano forte».

C’è un dato che mette in evidenza Pellati. «Se l’azienda fallisse i problemi della discarica non li risolverebbe nessuno, rimarrebbero lì e a norma di legge dovrebbe farsene carico il Comune di Piombino e quindi la cittadinanza. Quello che siamo riusciti a fare mi sembra un’operazione virtuosa. Non voglio applausi, ma chiedo il riconoscimento di questo lavoro».

Pellati non tira il fiato, ma si aspetta di navigare in acque meno agitate. «Essere riusciti a traghettare la società ad oggi è sicuramente una prospettiva migliore di quando l’abbiamo ereditata. Il bilancio provvisorio 2020 si chiude con un Mol positivo». Il margine operativo lordo (Mol) è un indicatore di redditività, evidenzia il reddito di un’azienda basato solo sulla sua gestione operativa, senza considerare gli interessi, le imposte, il deprezzamento di beni e gli ammortamenti. «Significa che da quando siamo in concordato preventivo in bianco abbiamo creato ricchezza e quindi che abbiamo gestito bene – sostiene –. Anche se il debito che sta sotto è talmente enorme che si mangia tutto. Comunque, la marginalità positiva consente di ridurre l’indebitamento».

Che cosa attendersi? La sensazione è che la proposta di piano presentata abbia i numeri e la solidità per essere accolta, il criterio è quello della capacità di garantire i creditori di vedersi onorare i conti in sospeso, almeno in parte. «Il concordato ci consentirà di ottemperare alle clausole di natura ambientale – precisa Pellati –. Ho ben presente le esigenze e i timori della gente di Piombino. Il puzzo c’era e adesso non c’è praticamente più. Capisco anche la preoccupazione che la falda si inquini attraverso la non regolazione del percolato».

Un anno molto più tranquillo. È questa l’aspettativa. «La marginalità positiva consente di ridurre l’indebitamento. Ci si metta la disponibilità residua del cono rovescio per il conferimento di rifiuti e l’apporto di denaro fresco, in varie misure e in vari modi, dai soci privati». Un cambio di passo. «Fino ad ora il 90 per cento del tempo è stato dedicato alla sopravvivenza e all’emergenza – conclude –. Mi auguro che quando e se il concordato verrà accettato il consiglio di amministrazione abbia un po’ più di respiro per guardare all’ordinaria amministrazione, in cui rientra anche la diversificazione aziendale. In modo da creare le risorse per far fronte alla messa in sicurezza permanente della discarica, da consegnare al territorio». –

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