Quaranta famiglie a rischio sfratto se non ci sarà la proroga del blocco

La scadenza è il 30 giugno. Sono 200 le persone che si rivolgono al Comune per disagi sociali e abitativi

PIOMBINO. Casa, lavoro, affitti e bollette. Col Covid che ha aggiunto altri problemi alla pila di difficoltà già presente dall’inizio del tracollo siderurgico. «Sono circa 200 le persone che recentemente si sono rivolte al Comune per bisogni di tipo sociale o abitativo – spiega l’assessora al sociale Carla Bezzini – E su 200 casi i più critici sono una quarantina».

Sono cioè circa quaranta le persone che rischiano di perdere la casa in cui attualmente vivono se non venisse prorogato il blocco all’esecutività degli sfratti. La misura, lo ricordiamo, è stata attivata nel contesto dell’epidemia e, per adesso, rimane in vigore fino al 30 giugno.


«Attualmente la situazione è sotto controllo, ma dopo giugno gli sfratti potrebbero tornare esecutivi – dice Bezzini – Speriamo in una proroga del provvedimento, ma nel frattempo ci attrezzeremo per far fronte a un’emergenza di questo tipo, se dovesse verificarsi, pianificando gli interventi anche in base alle risorse che arriveranno dalle Stato. Certo è che a Piombino l’emergenza abitativa esiste».

E non da un anno. Dal lato proprietari, invece, il Sunia riscontra principalmente una criticità: secondo il sindacato, cioè, a Piombino l’aliquota Imu è troppo alta per gli immobili affittati a canone concordato.

Ma andiamo con ordine. Precisiamo innanzitutto che, nel fare il punto sull’emergenza abitativa, l’assessora Bezzini si basa sui dati a sua disposizione: cioè prende in considerazione le richieste d’aiuto delle persone che si sono rivolte all’ufficio casa del Comune. Ma non tutti, in un momento di crisi abitativa, decidono di bussare a palazzo civico per chiedere una mano.

Ma il quadro che emerge, permette comunque di accendere una luce su un problema. E, dice Bezzini, «le criticità maggiori, dove il rischio sfratto è reale, si hanno per una quarantina di persone», dunque potenzialmente di famiglie. L’assessora spiega anche che «al momento l’esecutività dello sfratto è bloccata, mentre le istruttorie vanno ancora avanti. Dunque, quando il provvedimento per bloccare gli sfratti verrà meno, le misure non diventeranno tutte esecutive contemporaneamente».

Questo potrebbe dar tempo al Comune per trovare una soluzione. «Certo è che la misura di blocco per gli sfratti ci ha permesso di respirare. Vediamo dopo giugno cosa succederà. Nel frattempo noi, da parte nostra, cerchiamo di tenere sotto controllo la situazione». Sia quella relativa al discorso sfratti sia quella legata a problemi di tipo abitativo che non hanno ancora vesti esecutive. Perché Bezzini dice che le richieste di aiuto al Comune sono arrivate anche a 200. In questa cifra c’è un orizzonte molto variegato, fatto di difficoltà sociali e abitative, che vanno dal pagamento dell’affitto alle segnalazioni delle bollette.

«Per far fronte a tutto questo utilizziamo risorse comunali, regionali e statali – spiega Bezzini – Consideri però che i contributi per bloccare l’esecutività degli sfratti che ci arrivano da Roma sono passati dai 180mila euro del 2018 ai 28mila euro del 2020».

Insomma, le problematiche abitative in città con gli anni non sono scomparse. Caso mai il Covid ha contribuito a solidificarle. «Abbiamo per esempio avuto una trentina di domande in più – dice l’assessora – legate alle richieste di contributo all’affitto rispetto a quelle ordinarie. Mantenere in equilibrio la situazione sociale del territorio è importante e la risposta sarebbe quella di una ritrovata autonomia economica, ma non è facile e il problema è più ampio».

E se l’inquilino non vuole finire per strada, il proprietario, da parte sua, vorrebbe poter riscuotere il canone d’affitto dall’inquilino per il suo immobile. «Non abbiamo segnalazioni in questo senso – spiega Patrizia Villa, responsabile provinciale Sunia – A Piombino, invece, abbiamo riscontrato un altro problema. L’aliquota Imu per gli affitti con canone concordato, cioè, è troppo alta. Ed è troppo alta anche facendo il confronto con alcuni Comuni vicini. Non molto tempo fa abbiamo chiesto un incontro al sindaco per discutere di questo tema e, più in generale, dell’emergenza abitativa. Ma per adesso non abbiamo ricevuto risposta». –

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