Uffizi sull’isola, occasione unica «Giochiamo la carta Napoleone»

Censi (Gat) soddisfatto dopo la visita di Eike Schmidt e del presidente Giani De Ferrari (Albergatori): «La cultura porta tanti turisti, ma le ville vanno curate»

Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Una stagione turistica, la prossima, che si aprirà ufficialmente sotto il segno di Napoleone per la maggiore isola della Toscana, grazie ai festeggiamenti previsti per i duecento anni dalla morte, in programma il 5 maggio prossimo. Si stanno forzando le tappe alla Gat per redigere un programma di massima. «Sempre però sperando che le situazioni circostanziali dettate dai Dcpm in fatto di contenimento della diffusione di contagi ce lo permettano», sottolinea Niccolò Censi, coordinatore della Gat. «L’anniversario sarà determinante – continua – in chiave promozionale e di diffusione mediatica presso il più vasto pubblico». Così l’Elba si scopre di avere un formidabile influencer nella figura dell’Imperatore Bonaparte, sovrano, sia pure per nove mesi, della più grande isola dell’arcipelago toscano. Ne dà una testimonianza anche la recente visita fatta a Portoferraio dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt e dal presidente della Regione Eugenio Giani, impegnati in un sopralluogo a forte Falcone per verificare la possibilità di mettere in mostra qui le opere d’arte conservate a Firenze attinenti a Napoleone e alla sua epopea, finora poco (se non del tutto) esposte al pubblico per una loro lettura e visione.


«Noi lo abbiamo sempre ripetuto – prende la palla al balzo Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione elbana degli Albergatori – che il richiamo delle due regge imperiali, quella de’ Mulini e l’altra a San Martino sono in grado di indurre un numero sempre più numeroso di persone dall’Italia e dall’estero a visionare i luoghi che hanno ospitato il sovrano durante il suo primo esilio. Però – aggiunge subito sollevando alcune critiche – non va bene come sono gestiti i due musei napoleonici nazionali. Tutto lascia presupporre che anche quest’anno le visite saranno accessibili secondo le stesse modalità dello scorso anno, cioè ingressi contingentati che non superino però 25 persone a volta e prenotazioni obbligatorie qualche giorno prima. È giunto il momento di pensare a una gestione più territoriale, di individuare un responsabile che sia in loco e che quotidianamente sia informato dei problemi che insorgono e quindi affrontarli e risolverli. Non possiamo ancora pensare a musei nazionali aperti la mattina e chiusi il pomeriggio o viceversa, quando avevamo proposto l’allungamento dell’apertura anche nelle ore serali d’estate».

Cultura e territorio, ecco il paradigma attorno al quale si coniugherà la prossima stagione turistica. «Stiamo intensificando i rapporti con le varie associazioni isolane – aggiunge Niccolò Censi – per programmare una serie di eventi il cui maggior marchio è rappresentato da Napoleone. Pensiamo di proporre avvenimenti all’aperto, nel pieno rispetto delle norme anticovid, trekking organizzati per ricostruire in mappe i percorsi ricoperti dal Generale corso quando soggiornava all’Elba. Cultura e ambiente, l’Elba in questo non è affatto seconda a nessuno nel Mediterraneo. Insomma – conclude il referente della Gestione associata del turismo dell’isola d’Elba – noi lavoriamo perché l’effetto Bonaparte sia vendibile per tutta la durata della stagione e non solo a maggio». —

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