Uffizi diffusi all’Elba Giani e Schmidt stregati dal Forte Falcone

Il sopralluogo ha dato l’esito sperato: «Questo luogo può accogliere le opere»  L’idea è realizzare una mostra temporanea per il maggio napoleonico

Luca Centini

PORTOFERRAIO. «Sindaco, avete fatto bene a chiamare l’aeronautica per far spazzare via le nuvole. Così l’effetto è assolutamente perfetto». Eike Schimdt, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, si gode il panorama mozzafiato dal Forte Falcone e scherza con il sindaco di Portoferraio Angelo Zini.


In effetti sembra un trucco. Portoferraio ha scelto una giornata da cartolina per mettersi in vetrina e per giocarsi una sfida dalla posta in palio particolarmente importante: essere inclusa tra le sedi del progetto Uffizi diffusi, in modo da accogliere alcune delle opere del museo fiorentino per mostre temporanee o per progetti più strutturati. Con Schmidt è protagonista del sopralluogo anche il presidente della Regione Eugenio Giani che, da appassionato conoscitore della storia dei Medici, fa quasi da padrone di casa.

Con Giani c’è il consigliere regionale elbano e portavoce dell’opposizione Marco Landi che, a sentire sia Schmidt sia Giani, in questi giorni è stato un martello: «L’Elba è perfetta per gli Uffizi diffusi». Sono le 10,30 quando gli addetti della Cosimo de’ Medici, su indicazione della presidentessa Beatrice Puliti, aprono il portone del Forte. Il sindaco Angelo Zini e l’assessora Nadia Mazzei accolgono Schmidt e Giani. «È la prima volta che succede una cosa del genere, per noi è un grande onore e un grande orgoglio avere questa possibilità. La nostra idea è far vedere cosa abbiamo, la bellezza del centro storico per noi è ogni volta un tuffo al cuore», spiega il sindaco Zini. Nel gruppetto c’è anche il sindaco di Siena Luigi De Mossi. Il professor Beppe Battaglini e la funzionaria dell’ufficio tecnico Elisabetta Coltelli dettano i tempi del sopralluogo: raccontano i segreti del Forte, spiegano l’origine dei reperti e delle opere esposte. Nel frattempo il direttore degli Uffizi Schmidt, accompagnato dalla dottoressa Alessandra Griffo, capo dipartimento delle mostre degli Uffizi, osserva con attenzione gli spazi e l’illuminazione dei locali, fa domande su aspetti tecnici e impiantistica. C’è da capire se il Forte è in grado di accogliere i pezzi pregiati degli Uffizi, quali tipi di opere portare e quale linea di narrazione poter immaginare per un’eventuale esposizione. «Qua ci starebbe bene quel bronzo direttore», si lascia scappare il professor Battaglini, lasciandosi poi andare a un sorriso, come a imbastire una trattativa in tempo reale con il direttore degli Uffizi. Il giro prosegue all’aperto, lungo il cammino di ronda nella parte superiore del forte. Dove si apre un panorama su Portoferraio e il resto dell’isola. «Bellissimo», commenta Schmidt, passeggiando lungo le mura. Dopo una breve visita nei sotterranei da pochi anni riaperti al pubblico, il sopralluogo al Forte termina. Come è andata? Basta sentire il presidente Giani: «Questa è una testimonianza fondamentale in quello che Cosimo I de’ Medici aveva scelto come uno dei presìdi della Toscana, chiamandolo Cosmopoli, dal suo nome – racconta – fece realizzare una cinta muraria e delle fortezze eccezionali che con Eike Schmidt oggi abbiamo potuto vedere. Quindi come non pensare per il progetto Uffizi diffusi a questa realtà? Il forte Falcone è idoneo ad ospitare opere, magari riferite al periodo di Napoleone, visto che quest’anno ricorre il bicentenario della sua morte». —

Altro servizio a pag. 21

© RIPRODUZIONE RISERVATA