Lavori al porto di Baratti e gatti senza più una colonia

Cucce da esterno non ci sono più e i gatti sostano tra le ceste piene di vecchie reti di pescatori, residuato di qualche pulizia di antichi magazzini e, tra la legna, all’interno delle mura del ristorante, mentre proseguono i lavori tra il ristorante la Pergola e le costruzioni confinanti verso il porto

C’è sempre un volontario Enpa a fare il giro d’assistenza nei punti di raccolta Il vicepresidente Sicari: «Manca lo spazio e le sterilizzazioni sono complicate» 

Cecilia Cecchi

BARATTI. I gatti del Golfo di Baratti, dai Villini, al pratone o sulla spiaggia, fino al porto turistico, sono un’istituzione.


Un po’ come gli Etruschi che, per altro, ci convivevano coi felini per catturare i topi certo, ma considerandoli pure già fedeli compagni di vita quotidiana. Insomma quanto basta per fare dei mici ideali protagonisti di un calendario, come succede ogni anno tipo a Roma.

Però ora è necessario occuparsi al più presto della colonia di Baratti porto alle prese con un’area che sta cambiando pelle tra ristrutturazioni di immobili e nuove destinazioni d’uso; colonia già di per sé fluida e “nomade” visto che i gatti si rifugiano nel bosco o sugli scogli dopo Canessa.

È quasi fine febbraio e il golfo di Baratti sembra dormire, praticamente vuoto, anche per il meteo ballerino e per i limiti agli spostamenti legati all’emergenza sanitaria Covid tutt’altro che conclusa.

Presenti comunque nelle postazioni i classici mici di vedetta.

La colonia felina sulla via dei Villini, fin troppo sulla strada e teatro in passato di unitili quanto crudeli atti di intolleranza, è poco frequentata.

I gatti preferiscono il bosco di via Vittorio Giorgini, luogo più riparato, ma anche e la zona a ridosso del chiosco “al Polpo Marino”: qui c’è sempre un bel gattone bianco e rosso che ormai firma autografi con la zampa.

Mentre proseguono i lavori tra il ristorante la Pergola e le costruzioni confinanti verso il porto: la colonia da sempre ospitata a ridosso dove la metto?

Cucce da esterno non ci sono più e i gatti sostano tra le ceste piene di vecchie reti di pescatori, residuato di qualche pulizia di antichi magazzini e, tra la legna, all’interno delle mura del ristorante.

In ballo una postazione per felini, qui praticamente da sempre, almeno da quando c’è memoria, e che durante l’estate subisce, impennate pazzesche di nascite; incredibile la quantità di cuccioli che sono sbucati da dovunque ad ottobre 2020 quando, dopo giornate di vani soccorsi in mare, i biologi recuperarono la mobula che aveva scelto Baratti per morire.

Un’infinità i baby gatti si fiondarono sullo scivolo di alaggio richiamati dall’ “enorme pesce” (l’ “odore” è quello) arrivando di corsa dagli scogli, dalla strada, dal bosco.

Decine su decine le telefonate che arrivano ogni estate a Enpa Piombino soprattutto dai turisti di passaggio in questo spicchio di golfo.

«Ci chiamano preoccupati perché magari vedono qualche micio non proprio in gran forma – conferma Laura Sicari vicepresidente Enpa e responsabile delle colonie feline – perché questi gatti sono abituati a vivere sul mare, pur sempre seguiti e accuditi. Il numero dei cuccioli invece resta difficile da controllare. Ma davvero in questo momento è la nostra più grande preoccupazione quello che sta succedendo in questa zona. Cantieri in corso ed è difficile prevedere se e dove possa restare spazio per una colonia. I gatti non hanno più un ricovero né punto di ritrovo. Terribile poi che non riusciamo neppure a contarli».

«Durante l’estate 2020 – prosegue Laura Sicari – sono state abbandonate gatte e sono nati molti cuccioli. Difficile portare avanti la campagna di sterilizzazione perché tanti animali non si lasciano avvicinare e si nascondono. Procediamo con le gabbie trappola: fondamentale prendere le femmine. Problemi simili anche a Riotorto – ricorda – dove veniamo chiamati solo per i cuccioli che poi devono essere allattati ed è sempre più difficile trovare adozioni per tutti».

Certo qualunque sia la stagione c’è sempre un volontario Enpa che non manca un giorno di fare il giro d’assistenza nei punti di raccolta notissimi ai felini di Baratti.

Però tra i tanti che li amano e ne apprezzano la presenza ci sarà sempre qualcuno che proprio non ne sopporta neppure la vista da lontano.

Insomma i gatti del porto dove possono “abitare”?

Prima di Pasqua, prima che tutto ricominci perché accadrà, una soluzione va trovata. –

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