Chiusa in casa senza aiuto né per i rifiuti né per le cure

Carla Baffigi (Auser) è risultata positiva a bassa carica all’inizio di febbraio: «Già con gravi problemi di cuore, ho chi mi dà una mano, tanti anziani no»

PIOMBINO. «Chiusa in casa senza aiuto né per i rifiuti né per le cure». Carla Baffigi presidente Auser Verde Argento risultata positiva a bassa carica virale Covid ad inizio febbraio più che preoccupata è arrabbiata: «Già con gravissimi problemi di cuore lasciata sola. Ma ho chi mi è vicino, tanti anziani no».

Proprio per cercare di non lasciare solo nessuno, nonostante le restrizioni legate alla pandemia, l’Auser ha continuato ad assicurare assistenza telefonica; appena possibile è stato riaperto l’ufficio di via XX Aprile. «In sicurezza, proprio per garantire i servizi – racconta Carla Baffigi –. In sede il 6 febbraio un volontario non si sentiva bene: la stessa mattina ha fatto il tampone risultando positivo. L’operatore sanitario, tracciando oltre i familiari i contatti più prossimi, ha provveduto a fare il test a chi si trovava in sede oltre a me, a Bono Banchi presidente dell’Auser comprensoriale. Lui negativo e io positiva a bassa carica – aggiunge la presidente Auser – a quanto mi hanno spiegato il virus c’è, ma debole cioè non infettivo se non in rari casi: certo dalla mia mamma di 83 anni non posso andare. Il 15 febbraio ho ripetuto il tampone sempre alla postazione del porto di Piombino. Risultato? Di nuovo positivo, ancora a bassa carica. Stavolta – prosegue Baffigi – l’operatrice sanitaria mi ha informato che sarei stata inserita nel gruppo di nominativi di cittadini positivi da segnare al Comune e che nel giro di poche ore sarei stata contattata da “Sei Toscana” per l’immondizia da consegnare e anche dal medico. Sono passati i giorni – conferma – e non sono stata contattata da nessuno. Col prossimo appuntamento per il controllo tampone fissato per il 25 febbraio. Invece mi hanno chiamato ieri perché il tampone lo ripeto lunedì (oggi ndr)».


«Mi preme ricordare che vicino a dove abito cassonetti ormai non se ne trovano più – dice ancora Carla Baffigi – e che comunque sono sempre rimasta in casa rispettando le regole della quarantena. Menomale avevo fatto una spesa a lunga durata e posso sempre contare su Bono Banchi che mi dà una mano. Ogni giorno gli ho preparato rifiuti in doppi sacchetti usando i guanti e sui guanti il gel sanificante. Altrimenti? Adesso sarei sommersa dalla spazzatura. Un anziano, da solo? E l’indifferenziata? Tra l’altro ho una grave cardiopatia ischemica che non mi rende facile vivere come fino all’estate 2019. Assumo tanti farmaci e alcuni hanno effetti collaterali un po’pesanti, vivo tra affanno e dolore perché purtroppo la malattia è stata definita aggressiva e va avanti nonostante sia in buone mani e la terapia farmacologica perfetta e massima. Chissà forse la bassa carica per il Covid è considerata meno grave delle altre forme. Purtroppo gli anziani, in città, si trovano sempre più in difficoltà – sottolinea Carla Baffigi –. C’è sempre più richiesta di aiuto e questo non è sicuramente il modo giusto per affrontare un’emergenza sanitaria così grave».

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