La palestra Futura tiene le luci accese contro la chiusura imposta per il Covid

Lo staff della palestra Futura

Il titolare: «Sensibilizziamo sulla realtà del nostro settore». Da ottobre l’attività è ferma per le disposizioni anticontagio

Venturina. Luci accese per un mese. Una protesta simbolica quella di Futura Club, nell’anno in cui spegne 35 candeline ha deciso di tenere illuminata la propria sede per lanciare un messaggio: le palestre possono riaprire in tutta sicurezza con utenza ridotta, accesso su appuntamento, con spazi idonei e personale responsabile per garantire distanziamento e sanificazione.

«È nostro interesse far sentire sicuri iscritti e soci, i mesi di inattività pesano e continuare così ci priva di qualsiasi prospettiva». Sono le parole di Gabriele Adami, titolare con la moglie Chiara Pintori di Futura Club, la prima palestra di Venturina, nata il 1° febbraio 1986. Era l’8 marzo 2020 quando il lockdown fermò tutto. A maggio le palestre poterono riaprire, ma si può dire che iniziarono a carburare a settembre, lentamente. Poi a ottobre chiuse di nuovo per decreto del governo. Futura Club è testimone della sofferenza che il settore dell’attività fisica, dell’allenamento e del trattamento di patologie condotti in palestra sta subendo da quasi un anno. «Nel mese del compleanno – dice Adami – abbiamo deciso di lasciare accese le luci, simbolicamente, per uscire da questo buio. Un messaggio di fiducia con cui vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a quello che il nostro settore sta vivendo e subendo più di tutti».

Futura è stata frequentata da generazioni di venturinesi fino a diventare un punto di riferimento per la Val di Cornia. Nel tempo si è specializzata nella cura della persona e nel benessere. «L’attività fisica è fondamentale per la salute – sottolinea Adami –. Ci sono poi attività nella nostra palestra che non possono essere equiparate a sport di gruppo, sono personalizzate da professionisti con esercizi mirati e hanno un valore importante anche all’interno di terapie mediche e riabilitative. Per molte situazioni noi chiudiamo un cerchio, collaborando con fisioterapisti, osteopati e medici. Venire in palestra significa mantenersi in salute, l’esercizio fisico è un elemento naturale indispensabile per la crescita e il mantenimento della persona. Dal bambino all’anziano, vogliamo continuare a garantire tutto questo, in sicurezza, per non aggravare alcune situazioni».

Prima della pandemia la palestra aveva dai 250 ai 300 iscritti al mese, impegnati in vari corsi di ginnastica posturale, fitness, cardiofitness, pesistica, attività formativa per ragazzi, personalizzate, ginnastica per diversamente abili. Attualmente tutto lo staff sta lavorando all’aperto e sulle piattaforme online per proseguire gli allenamenti, ma, come spiega Adami ci sono attività specifiche che necessitano di essere fatte in presenza. «Potremmo farle in sicurezza, con accessi controllati e su appuntamento – sottolinea –, una persona alla volta, con distanziamento e sanificazione degli attrezzi. Possiamo organizzare gli spazi per accogliere in presenza un numero di persone anche inferiore a quello previsto dalle norme anticontagio per avere un distanziamento adeguato, abbiamo due ingressi, e c’è la serietà dello staff per controllare che tutto venga rispettato». Che aggiunge: «Non avendo un albo professionale ci sono tanti interessi diversi che non contribuiscono a portare avanti una sola voce. Non vogliamo essere eliminati da una chiusura che coinvolge tutte le palestre senza distinzioni. Dobbiamo riaprire, così non possiamo continuare. Tanti professionisti rischiano di non lavorare più. I ristori, che a gennaio e febbraio non sono arrivati, hanno permesso intanto di sopravvivere, ma non se ne sente più parlare. Ci sentiamo abbandonati». Lo staff della Futura è composto dai due titolari che sono insegnanti di educazione fisica, Laura Guarguaglini (fitness), Marco Trombi (sala pesi), Davide Guidi (ginnastica posturale), Silvia Lippi (Zumba), Manuela Bezzini (segreteria), Maria Danna e Andrea Filaroni (danze caraibiche), Elisa Fabiani (danza), Silvia Legnaioli (nutrizionista). —

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