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Il vicesindaco Cardelli assolto: «Non ha commesso abusi edilizi»

Capoliveri, emessa la sentenza sui lavori a Fonte di Rose: cadute le accuse anche per gli altri cinque imputati

Capoliveri. Tutti assolti perché il fatto non sussiste. È quanto ha stabilito il giudice del tribunale di Livorno che, giovedì scorso, ha emesso la sentenza nei confronti di sei imputati, accusati dal pubblico ministero di aver commesso una serie di abusi edilizi e false certificazioni per delle costruzioni realizzate a Capoliveri e risalenti al 2015. Accuse che tuttavia, in fase di processo, sono state smontate.

La sentenza di assoluzione è stata emessa nei confronti, tra gli altri, dell’attuale vicesindaco Leonardo Cardelli, coinvolto nella vicenda dei presunti abusi edilizi per la professione da lui esercitata (quella di geometra) e non come amministratore. Tra le persone assolte dal giudice figura anche Vincenzo Rabbiolo, all’epoca dei fatti responsabile dell’area tecnica del Comune di Capoliveri. Gli altri quattro cittadini assolti con formula piena sono Pier Luigi De Palma, committente dei lavori, e i costruttori Flavio Piroddi, Fabio Messina e Stefano Squarci. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Livorno dispose nei loro confronti il rinvio a giudizio per i lavori relativi a dei fabbricati in località Fonte di Rose.


Nei confronti dell’attuale vicesindaco Cardelli i capi di imputazione formulati dalla Procura erano relativi ai reati di falso ideologico per aver contribuito in qualità di progettista a un indebito aumento delle volumetrie e all’asseverazione dell’intervento edilizio.

Lo stesso geometra, in qualità di direttore dei lavori, fu accusato di aver violato il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di aver contribuito a dare una diversa collocazione al fabbricato in via di realizzazione, per aver contribuito ad eseguire lavori di riporto e movimentazione terra e rocce di scavo non autorizzati e di aver commesso altri abusi edilizi, in particolare in relazione ad alcuni vani accessori del fabbricato in corso di realizzazione. L’ex responsabile tecnico Rabbiolo, invece, è stato accusato di abuso di ufficio e falsità ideologica in atto pubblico per non aver demolito le opere ritenute abusive e per aver poi aver firmato l’attestazione di conformità in sanatoria delle opere contestate.

La fase dibattimentale del processo è stata particolarmente lunga e si è conclusa giovedì nella sede del tribunale di Livorno con la sentenza di assoluzione con formula piena, le cui motivazioni saranno depositate entro quindici giorni dalla data dell’udienza. —

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